Francesca Mambro querela un film sui Nar


La stragista ne richiede il sequestro. Il regista e Paolo Bolognesi lanciano una campagna a difesa della libertà di cronaca e di memoria storica

17 febbraio 2012 - 16:53

“Uno studente di nome Alessandro”, questo il titolo del corto realizzato da Enzo de Camillis, in concorso per il Nastro d’argento e presentato ieri in Fiera a Bologna, che racconta l’uccisione di Alessandro Caravillani ad opera dei Nar a Roma nel 1982. Uno dei tanti fatti di sangue del terrorismo fascista di quegli anni. Il 22 dicembre scorso Francesca Mambro  ha querelato il regista e richiesto il sequestro del film, col pretesto che danneggi la sua immagine. La Mambro, membro storico dei Nar condannata in via definitiva per la strage della stazione di Bologna, è stata condannata all’ergastolo anche per quel delitto: Alessandro fu una delle sue 96 vittime, oltre a quelle della bomba del 2 agosto 1980,

Il fatto avvenne durante una rapina alla Bnl di Roma: uscendo dalla banca il commando fascista si fece strada sparando all’impazzata. Alessandro era lì mentre si recava a scuola e fu colpito. Secondo Francesca Mambro fu un proiettile di rimbalzo a ucciderlo colpendolo a un ginocchio:  di qui la sua querela, perché nel film invece è mostrata nell’atto di sparargli a un ginocchio e poi un colpo alla testa, da vicino mentre il ragazzo era a terra. Il regista si dice stupito da questa accusa: “Io ho visto il corpo di Alessandro all’obitorio. Aveva un buco nel ginocchio e meta’ della faccia ricostruita con la cera, non credo che con un colpo di rimbalzo sarebbe stato ridotto così”. E ricorda che sul set ha ricevuto la collaborazione e l’approvazione della Polizia scientifica per ricostruire le dinamiche della sparatoria. Insieme ai produttori intende opporsi al sequestro, perché il film sia libero di essere diffuso. E intanto ha lanciato una petizione “Liberi di ricordare, liberi di raccontare”, che ha già registrato un centinaio di adesioni.

In gioco vi è la libertà –  e l’urgenza –  di raccontare un pezzo di storia continuamente sotto attacco. In un periodo di revisionismo a profusione, in cui si moltiplicano libri e fiction atti a riabilitare pezzi di fascismo in varie forme, colpisce che un’opera su una vicenda a tratti rimossa come quella dei Nar debba subire un simile attacco. Il presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna Paolo Bolognesi spiega così il suo appoggio alla campagna: “Questa terrorista sostiene di aver gia’ scontato la sua pena e sta tentando di far sparire il suo nome da tutto e da tutti i reati che ha commesso. Questo significa cancellare la memoria e far si’ che certi fatti vengano dimenticati, il tutto con la scusa della privacy. E’ inammissibile”.

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