Firenze / Uccisi per mano razzista due senegalesi, tre gravemente feriti


Le vittime sono venditori ambulanti, freddati da un militante 50enne di Casapound, poi morto in circostanze non chiare. Comunità senegalese subito in corteo

13 dicembre 2011 - 18:56

(da Melting Pot)

Succede a Firenze in due differenti mercatini rionali della città, in una giornata tersa e normale come sempre nel gelido inverno della città toscana.
Le persone uccise a freddo con diversi colpi d’arma da fuoco sono due venditori ambulanti senegalesi, uccisi mentre lavoravano – dopo anni di sacrifici e quanti sacrifici per mantenere la regolarità del soggiorno lo sappiamo bene – esclusivamente perché migranti e di colore.
Non ci sembra possibile nessuna altra analisi o motivazione dietro il lucido gesto di chi armato da violenza razzista (può chiamarsi follia questa o lucido gesto pensato e calcolato?!) ha ucciso senza pietà.
Anche se non ci sono conferme ufficiali sulla matrice del gesto – a breve dovrebbe tenersi una conferenza stampa del capo della Procura e del comando dei carabinieri – è già chiaro che l’assassino Gianluca Casseri è noto per essere vicino agli ambienti dell’estrema destra (dalle prime informazioni Casseri era iscritto a Casa Pound Pistoia) come denotano anche le sue attività di “scrittore” consultabili in diversi link rintracciabili in rete.
L’uomo originario di un comune nel Pistoiese bloccato in un parcheggio sotterraneo – durante un conflitto a fuoco – è rimasto ucciso, non è ancora chiaro se si sia suicidato o se sia stato colpito.
Nel frattempo la comunità senegalese che si è raccolta nei pressi di piazza Dalmazia dove sono avvenuti i due omicidi della tarda mattinata dopo un momento di raccoglimento e preghiera per i loro fratelli uccisi, ha mostrato tutta la sua rabbia e indignazione muovendosi in corteo spontaneo verso la Prefettura.
In 200 hanno bloccato i viali al grido di “Vergogna non si può morire così. Razzisti Razzisti” e staccato alcuni cartelli della segnaletica stradale. Non credono alla versione soft che le forze dell’ordine ribadiscono cercando si calmare la situazione, “si tratta di un folle, depresso…”.
La tensione rimane molto alta soprattutto dopo la conferma delle “simpatie” politiche di estrema destra dell’assassino, è intervenuto anche il reparto celere in assetto antisommossa a presidiare la situazione, mentre si è riunito il Tavolo per l’ordine pubblico e la sicurezza, presente anche il Sindaco, Matteo Renzi.
Nel frattempo un altro gruppo di senegalesi si è radunato nei pressi del mercato di San Lorenzo dove è avvenuta la seconda sparatoria e sta decidendo come muoversi in una sorta di assemblea improvvisata.
Dopo i tentativi di linciaggio e l’assalto al campo rom di Torino pochi giorni fa, l’ennesimo atto di violenza razzista che mostra come decenni di cultura e politica intrisa dalla xenofobia, dalla tautologia della paura, dalle decostruzione della sfera dei diritti umani nonché da un processo più generale di clandestinizzazione dei diritti stanno producendo i loro effetti nella pancia della società italiana.

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