Editoriale / Quando perfino Ronchi si mette ad “occupare”


Strana storia di ex cinema abbandonati, sindacati senza fantasia e
assessori confusi.

17 dicembre 2011 - 18:28

Prendete in mano il volantino e c’è scritto “occupiamo”, si parla di “ex cinema abbandonati” e si promuove una processione per le strade di Bologna. Saranno gli Insolventi, quelli che portano in giro la Santa e qualche settimana fa occuparono proprio un ex cinema, l’Arcobaleno di piazza Re Enzo, riaccendendo luci e proiettore, per poi essere sgomberati dalla polizia inviata dalla Giunta comunale di centrosinistra. Non c’è dubbio. Saranno loro, per forza.

E invece, proprio no. L’iniziativa, prevista per oggi, è organizzata niente meno che dalla Cgil di Bologna e naturalmente l’evocato “occupare” è tutto simbolico. Fantasia da quelle parti non se n’è mai vista troppa, per carità, ma se non odiassimo il concetto di copyright qui si sfiorerebbe il plagio! Tant’è, si vede che in Camera del lavoro la strategia è binaria: “Se non riesci a controllare un movimento che nasce dal basso, copialo”.

A farsi notare, però, è anche l’annunciata partecipazione all’iniziativa della Cgil di Alberto Ronchi, assessore alla Cultura della Giunta che ha fatto sgomberare l’ex Arcobaleno. Lo stesso Ronchi che, non bastasse quello sgombero, ormai da settimane usa strumentalmente l’esperienza dell’ex Arcobaleno per tentare di limitare l’agibiità politica di Bartleby in città. Il suo pensiero, ci permettiamo una nostra sintesi, è: “Occupare è un peccato mortale, con chi si macchia di questa colpa nessun contatto”. Come con gli appestati. Sarà, intanto oggi l’assessore va a farsi bello partecipando ad un dibattito con gli artisti del teatro Valle occupato. Occupato, sì, però a Roma. Perchè, come il Partito di Repubblica (PdR) ci ricorda quotidianamente, le occupazioni vanno bene ma l’importante è che siano da un’altra parte del pianeta, l’indignazione cambia il mondo però qui vediamo di stare buoni, i movimenti sono la democrazia partecipata però da queste parti è meglio accontentarsi dei sondaggi on line.

Qualche giorno fa Vinicio Capossela ha tenuto uno spettacolo al Comunale, in piazza Verdi. Ha aperto la serata annunciando simbolicamente l’occupazione del teatro, “perchè i teatri occupati producono bei risultati”. Ha chiuso lo spettacolo, poi, ringraziando il nostro “pregevole” assessore per aver dato la disponibilità del Comunale. Non sapeva, Capossela, che con le occupazioni lo stesso assessore ha un rapporto difficile.

Ronchi, la Cgil e il PdR giochino pure agli “occupanti”. Se è di simulacri che si nutrono, buon appetito. Attenti, però, a non sporcarvi il vestito buono: le macchie di realtà sono difficili da lavar via.

La redazione di Zic

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