Editoriale / La stella a quattro punte e mezza


Un paio di semplici scritte contro Marchionne e scatta la macchina della pronta criminalizzazione bipartisan, quella del “terrorismo”dietro ogni angolo, puntuale tentativo di soffocare la libertà nella paura.

11 gennaio 2011 - 19:33

La stelstla a quattro punte e mezza è innocua. La stella a quattro punte e mezza non spaventa i padroni, i politici e gli  editorialisti. Non agita fantasmi, non evoca spettri. La stella a quattro punte e mezza è docile, compatibile.

La stella a quattro punte e mezza non è come la stella a cinque punte. La stella a cinque punte è pericolosa. Scotta. Esplode, forse. La stella a cinque punte che si insinua, parla, cospira. Che poi è, numero di punte alla mano, è pure la stella degli scudetti del calcio o del marciapiede delle star (!) di Holliwood, dello stemma della Repubblica italiana, della bandiera dell’Unione europea e degli States, perfino. Vedi a volte dove va a nascondersi il pericolo.

La stella a quattro punte e mezza non crea problemi. Lavora sodo come i sei nani e mezzo, senza lamentarsi se deve lavorare ancora di più e senza pause. La stella a quattro punte e mezza obbedisce come gli 11 apostoli e mezzo, andando serenamente al martirio. Produce e consuma per tutte le 23 ore e mezza della giornata, a testa bassa.

Ma la domanda è: come diavolo si fa a disegnarla, una stella a quattro punte e mezza?

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