Ddl Gelmini, studenti in piazza ovunque


A Palermo cariche contro mille in corteo che tentano il blitz all’Assemblea regionale. Manifestazioni di centinaia o migliaia di persone anche a Napoli, Milano, Torino, Cagliari, Ancona, Pisa.

23 dicembre 2010 - 01:23

> Leggi anche: Roma / Studenti bloccano tangenziale e A24

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Nuova giornata di lotta oggi nelle scuole e negli atenei di tutta Italia contro la riforma Gelmini. Mentre il testo continua, fra mille intoppi, il suo iter al Senato, che dovrebbe condurlo all’approvazione definitiva entro stasera, o al massimo entro domani, gli studenti tornano a mobilitarsi in piazza, seppur con numeri meno significativi rispetto a quelli visto lo scorso 14 dicembre. Tensioni soprattutto a Palermo, dove la polizia ha caricato il corteo di almeno mille persone che tentava di fare irruzione a palazzo d’Orléans, sede dell’Assemblea regionale siciliana.

I dimostranti hanno risposto alle manganellate con un fitto lancio di pietre e petardi contro la polizia, che ha replicato a suon di lacrimogeni. Sassi e bottiglie anche contro la Questura, in piazza Vittoria, dove si è diretto uno spezzone della manifestazione palermitana. I manifestanti, che si sono poi spostati verso la cittadella universitaria di via delle Scienze, parlano di alcuni feriti, anche se non c’è un bilancio preciso. Tensioni anche dentro al movimento di protesta: parte degli studenti si è apertamente schierata contro le azioni più radicali, come il ribaltamento e l’incendio di svariati cassonetti dell’immondizia effettuato da alcuni spezzoni del corteo.

Migliaia i manifestanti arrivati a Napoli. Studenti universitari e medi, ma non solo: nel capoluogo partenopeo ci sono anche sindacati di base, centri sociali e lavoratori, soprattutto i disoccupati del progetto Bros. Facendo lo slalom fra i cumuli di rifiuti che continuano ad affollare la città, il corteo ha percorso tutto il centro storico. Da segnalare un lancio di uova piene di vernice rossa contro la sede della Provincia, prima che i dimostranti andassero ad occupare il molo Beverello del porto napoletano. Da lì poi si sono mossi verso via Marina, bloccando il traffico e occupando l’accesso al porto dal varco Pisacane ribblando le forze dell’ordine.

A Milano stamattina hanno sfilato alcune centinaia di persone. Tensione con la polizia, quando il corteo, partito dalla Statale, si è diretto verso via Padova. Bloccati dagli agenti per qualche minuto, gli studenti sono poi riusciti a sfondare i cordoni. Da lì si sono mossi verso via Francesco Sforza, incontrando un nuovo blocco della forza pubblica. A quel punto è partita la trattativa. Alla fine il corteo ha concordato il percorso verso via Conservatorio, diretto alla sede distaccata di Scienze politiche. Arrivati a destinazione, i manifestanti non si sono però accontentanti e sono andati in piazza del tricolore, paralizzando il traffico della zona. Dopo una breve tappa in Statale, due mini-cortei sono nuovamente usciti da via Festa del Perdono nel pomeriggio. Dopo poche centinaia di metri, la polizia ha però bloccato nuovamente il loro cammino. Allora gli studenti hanno cercato di occupare il rettorato, tallonati però ancora dalla Digos

Centinaia di ragazzi e ragazze in strada anche a Torino. Lungo il tragitto, il corteo ha preso di mira con lanci di uova, vernice, pietre e fumogeni la sede di via Ferraris della banca Mediolanum, di proprietà del premier Berlusconi. Tentato blitz anche in una libreria Mondadori, altro marchio della famiglia Berlusconi. Diversi i disagi alla circolazione nel capoluogo piemontese.

La protesta riguarda comunque molte città. A Cagliari, ad esempio, gli studenti hanno sfilato per le vie del centro e sono andati anche ad occupare i binari della stazione ferroviaria. Ad Ancona c’è stata l’occupazione simbolica del municipio, con tanto di provocatorio spogliarello.

Iniziative davanti alla sede del Comune anche a Pisa: una ricercatrice si è issata su una fune ed è rimasta per alcuni minuti sospesa nel vuoto, per denunciare che, con la “riforma Gelmini, la ricerca è appesa ad un filo”. Nella piazza del municipio pisano c’erano anche i dieci universitari in sciopero della fame da tre giorni che si sono incatenati fuori dalla Prefettura. Infine Trento dove alcune centinaia di studenti hanno manifestato questo pomeriggio sfilando in corteo per le vie del centro e bloccando il traffico. In cima al corteo uno striscione con la scritta “Gelmini, repressione e precarietà, blocchiamo le città”. I manifestanti, partiti dalla facoltà di Sociologia occupata, si sono fermati in piazza Venezia, davanti alla facoltà di Lettere, scandendo slogan e accendendo alcuni fumogeni. Da lì la ripartenza verso la Prefettura

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