Crisi / Altre due aziende a rischio chiusura in Emilia-Romagna


Nonostante gli improbabili proclami del Governo sulla fine della crisi e sull’ imminente ripresa, continuano a moltiplicarsi le aziende intenzionate a chiudere anche nel territorio emiliano romagnolo.

21 novembre 2009 - 13:21

Gli ultimi due casi sono quelli della Unimac Gherri e di Atu, la prima è un’azienda di impiantistica alimentare che ha una filiale nel parmense ed una a Montecchio, nel reggiano. L’azienda vuole chiudere la sede di Parma, dove sono occupate al momento 18 persone, per concentrare le attività nella sede di Montecchio. Nel mese di Luglio i lavoratori di Parma furono messi in cassa integrazione e ora la cosa è stata estesa a a parte  dei lavoratori reggiani. La Fiom ha dato vita, nella giornata di ieri, ad uno sciopero di quattro ore e ad un presidio davanti allo stabilimento di Montecchio, nel corso del presidio i lavoratori e i rappresentanti sindacali hanno raccontato di come l’azienda stia rifiutando ogni possibilità di dialogo ed ogni situazione alternativa alla chiusura dello stabilimento di Parma. Semplicemente ha fatto sapere che dalla settimana prossima non ci saranno più ordine da evadere.

Altro caso è quello della filiale modenese di Atu, azienda che si occupa di  ricambi e accessori per auto. L’azienda ha comunicato la propria decisione di chiudere entro dicembre e licenziare tutte le 15 persone attualmente occupate in azienda, contro questa decisione l’assemblea dei lavoratori ha deciso di proclamare lo sciopero permanente e di presidiare i cancelli della fabbrica. I sindacati chiedono urgentemente un tavolo di confronto con la proprietà, una multinazionale tedesca che conta 630 filiali in Europa, anche perchè la decisione risulta presa risulta incomprensibile alla luce della mole di lavoro e dei continui straordinari ai quali, nonostante la crisi, i lavoratori di Atu sono sottoposti.

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