Contro Federico Aldrovandi “violenza gratuita”


Pubblicate le motivazioni della condanna a eccesso colposo in omicidio colposo dei quattro agenti che fermarono il giovane ferrarese. Il processo di secondo grado si è concluso a Bologna lo scorso 10 giugno

01 settembre 2011 - 16:47

La Corte d’Appello di Bologna ha diffuso la sentenza di condanna di quattro agenti della Polizia di Ferrara a 3 anni e 6 mesi per eccesso colposo in omicidio colposo nei confronti di Federico Aldrovandi

All’alba del 25 settembre 2005, secondo il giudice, i quattro agenti che fermarono il dicottenne, hanno “posto in essere un’azione di contenimento e di repressione non necessaria” mentre avrebbero dovuto chiamare il 118 per un “ausilio di carattere medico psichiatrico che si imponeva per la presenza di un soggetto in fase di agitazione acuta”.

Inoltre, secondo la sentenza, i quattro non hanno “interrotto l’azione nel momento in cui era apparso chiaro si stava trasformando in un autentico pestaggio”, accettando “quella violenza gratuita, assolutamente vietata dalle regole”.

Secondo la corte di appello, infatti, tutti i quarti imputati hanno “ingaggiato” la colluttazione con Federico senza reale necessità, percuotendolo con manganelli e calci anche quando era già inerme a terra.

La Corte punta il dito anche contro l’“attività di falsificazione e distorsione dei dati probatori poste in essere sin dalle prime ore successive all’uccisione di Aldrovandi da parte dei responsabili della Questura di Ferrara e degli stessi imputati”.

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