Il sindacato di base attacca il piano di salvataggio della Fondazione Alma Mater, che lascia a casa i precari e prevede contratti di solidarietà per gli assunti: “Socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti”.
A cinque giorni dalla cacciata della polizia, in mille manifestano dall’università fino ai viali. Al ritorno in piazza, attivisti costruiscono un’aiuola, richiamando Gezi Park e la rivolta turca: “Nei prossimi giorni piantiamoci i fiori più belli”.
.
Contestati, a vario titiolo, resistenza, lesioni, manifestazione non preavvisata, accensioni pericolose, danneggiamento. Sei persone identificate per entrambe le serate di tensione. Hobo: “Procura si sostituisce a politica incapace”.
“Nessun passo indietro”. Il Cua propone un “manifesto per Piazza Verdi”, lancia un corteo per martedì 4 giugno alle 18, e nei giorni successivi una kermesse di “cultura, musica, politica e socialità in zona universitaria”.
Il racconto di un episodio successo il 27 maggio in piazza Verdi, subito prima delle cariche delle forze dell’ordine, che fa comprendere di chi sia la responsabilità di quello che è accaduto.
Il sindaco da lupo ad agnellino: “E’ necessario che cali una tensione immotivata, nessuno vuole impedire le assemblee”. Ammorbidita anche l’annunciata ordinanza su eventi e orari dei locali. Domani alle 18 iniziativa con Stefano Benni.
Cua e Hobo: in zona universitaria “scene cilene”, ma gli agenti in tenuta antisommossa “li abbiamo cacciati via e sono scappati a gambe levate”. Parla il rettore: “Voltare pagina”. Il Questore ribadisce: amplificazione non ammessa.
Le telecamere di ZicTv riprendono il momento in cui gli studenti, nella serata di ieri, spingono la celere fuori da Piazza Verdi, permettendo all’annunciata assemblea pubblica di avere inizio.
Centinaia di persone per l’assemblea promossa dopo l’intervento poliziesco della scorsa settimana, le forze dell’ordine tentano di tenerle fuori dalla piazza, poi arretrano. Quattro studenti feriti. Cua: se continua così “queste situazioni sono inevitabili”.
Dopo i “gravissimi avvenimenti” di giovedì scorso gli occupanti della Caserma Masini spostano nel cuore della zona universitaria l’iniziativa in programma martedì: pranzo sociale e dibattito sulle grandi opere.
Hobo rilancia l’assemblea convocata per oggi alle 18: “La posta in palio? E’ costruire spazi autonomi di socialità, aggregazione e circolazione dei saperi per dare risposte concrete a bisogni impellenti”.