Nel cortile del Comune si celebra l’intervento militare italiano in Libano, tra reti mimetiche e foto di soldati armati fino ai denti. Trionfa la triste retorica della “guerra umanitaria”.
Molto riuscito lo sciopero, tanti i negozi chiusi in solidarietà alla lotta No Muos. Prosegue la 3 giorni di iniziative, e per agosto è previsto un campeggio di lotta.
Presunti droni di Hezbollah contro Israele. Silenzi e cambi di narrativa. Fino a ribaltare la realtà: le quotidiane violazioni militari dello Stato di Israele nei confronti dei suoi vicini.
Ieri notte fuoco sulle Alture del Golan, fronte sempre più caldo. La Gran Bretagna preme per inviare armi ai ribelli, Kerry vola in Oman e Giordania.
Gli Hezbollah libanesi, armati dall’Iran, ora combattono a fianco delle truppe di Assad contro gli insorti. L’aviazione di Tel Aviv reagisce bombardando a ripetizione in territorio siriano, per Damasco “è una dichiarazione di guerra”.
#NoMous, diecimila alla manifestazione contro l’installazione radar statunitense che distrugge un’area protetta, mette a rischio la salute dei cittadini e militarizza il territorio. In prima fila mamme e bambini.
L’idea è stata sottoposta al Comune, ieri, durante un incontro con diverse realtà che si sono interessate alla situazione dei migranti della cosiddetta emergenza nord Africa. In provincia ancora presenti 163 dei 348 profughi iniziali.
Il paese dopo due anni di sangue: intervento armato indiretto di Occidente e Lega Araba e timori di contagio dei Paesi vicini. E secondo Tel Aviv Assad userà armi chimiche.
Dieci anni fa a Baghdad l’inizio di Iraqi freedom, ma per gli iracheni la libertà promessa dagli americani non è ancora arrivata e ogni giorno continuano a morire. Giuliana Sgrena da Globalist.
Ancora un contributo dall’America Latina, inviato da Ilaria Camplone e Simone Tufano. “Comprendere la realtà brasiliana richiede lo sforzo critico di contrastare l’apparenza dei fenomeni e la forma in cui sono interpretati dal senso comune”.
In produzione un “film collettivo” per “descrivere la vita quotidiana” nella Striscia,in particolare quella dei più giovani, “caratterizzata da piccoli ma profondi segni di resistenza”.
Pubblichiamo il reportage inviatoci da Simona Hassan a poche ora dalla scadenza della cosiddetta emergenza Nord Africa, il 28 febbraio. Intanto è iniziato lo smantellamento sia del centro dei Prati di Caprara che delle altre strutture.