“Oggi potrebbe svegliarsi un po’ più tardi. Ma è già in piedi. Sarà l’abitudine. Sarà l’emozione. Oggi è il Primo maggio e deve andare in piazza, con il sindacato…”.
Esplodono i casi di overdose in città. Repubblica cita Zic per l’allarme che lanciò tre anni fa sulla chiusura del Drop in. L’ineffabile assessore: “Sì, abbiamo abbassato la guardia. Ma servizi ce ne sono anche troppi”.
Il coraggio di Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi: un bell’esempio contro il marciume che ci circonda.
In campagna elettorale partiti e partitini tirano fuori il peggio. Le panzane si moltiplicano, la retorica si infittisce, le promesse dilagano, la cagnara non dà tregua.
Protagonista del braccio di ferro con Bartleby, l’assessore vendoliana usa toni duri non solo verso il collettivo ma anche verso il suo stesso gruppo consiliare. E’ la “solita storia”, ma non ci sarà dietro anche qualcos’altro?
Domani manifestazione antifascista dalle 15 in piazza Carducci. Servono tante parole per dire che è necessario essere in tant* in piazza?
“Arrangiatevi”. Niente spazzaneve fino a dieci centimetri di neve sulle strade, con obbligo di comprarsi le catene e divieto di usare scooter e bici già al primo nevischio. E chi non può farne a meno?
Un anno fa sgombero fuori dal centro Beltrame e multe ai senza tetto. Ora le sanzioni sono state archiviate, ma restano un comportamento schizofrenico da parte dell’amministrazione e un’ingiustizia che non si doveva produrre.
Ieri presidio contro i tagli alla scuola sotto al Nettuno. Dal palco, un ragazzo fa freestyle e lancia messaggi intrisi del più squallido sessismo. In tanti lo acclamano. Nessuno reagisce.
Nel 2007, dopo una fase sperimentale, cominciava l’attività del nostro quotidiano online autogestito. Oggi continuiamo a farci sempre la stessa domanda, orgogliosi di avere ogni volta la risposta.
Passa la spending review, e con essa i pesanti aumenti delle tasse universitarie per gli studenti fuoricorso. Sarà la scintilla di un nuovo autunno di rabbia negli atenei?
Come ogni anno, i giorni prima dell’anniversario della strage della stazione sono cadenzati dai depistaggi, le insinuazioni e i veleni di neo-post-ex-fascisti. Parlano persino Fioravanti e Licio Gelli.