C’è l’emergenza abitativa e la Provincia di Bologna mette in vendita 16 alloggi


Presentati i due bandi di alienazione per l’ex Maternità e l’ex Ospedale dei Bastardini, un tempo sede del Teatro La Soffitta. In vendita anche alloggi che, dopo la ristrutturazione, erano destinati all’edilizia popolare.

24 febbraio 2010 - 17:52

Questa mattina, nel corso sopralluogo che la commissione Patrimonio della Provincia di Bologna ha effettuato all’ex ospedale dei Bastardini (situato di fronte all’ex Maternità, collocato tra le vie D’Azeglio, San Procolo e Tagliapietre), l’assessore al Patrimonio Marco Pondrelli e l’assessora al Bilancio Bernadetta Chiusoli hanno presentato i bandi per la vendita dell’ex Maternità edell’ex ospedale dei Bastardini.
“I bandi saranno separati, ma un privato potrebbe decidere di partecipare ad entrambi e realizzare un unico intervento con servizi complementari”, ha spiegato l’assessore Pondrelli.
Dell’ex Maternità si è parlato più volte in passato, meno del complesso degli ex Bastardini (un tempo, sul lato di via D’Azeglio, sede del teatro La Soffitta e dell’antica Osteria La Ribalta).
Secondo l’Agenzia Dire, si tratta di “una superficie complessiva, per l’intero fabbricato, di circa 5.000 metri quadrati, tra piano seminterrato, piano terra e primo, a cui aggiungere tre cortili. La parte seminterrata è destinata ad ospitare delle cantine ed un ristorante da 800 metri quadrati in grado di offrire almeno 200 coperti. Ci sono poi 1.800 metri quadrati a destinazione direzionale e altri 900 metri quadrati a destinazione commerciale. Infine, 800 metri quadrati sono riservati all’uso residenziale: se ne ricaveranno 16 appartamenti di dimensioni medio-piccole”.
Sempre nello stesso lancio di Agenzia si informa che “a differenza dell’ex Maternità,l’ex Bastardini verrà messo in vendita già ristrutturato: dopo quattro anni di lavori e 4,5 milioni di euro spesi dalla Provincia, che ha affidato la gestione tecnica ad Acer, mancano solo le rifiniture. La stima commerciale, sulla quale verrà fissata la base d’asta, è di 13,5 milioni di euro”.

Per fortuna che a Zero in condotta funziona un buon archivio da cui abbiamo recuperato del materiale interessante sulla questione.
In suo atto, il n.64 del 24 luglio 2001, la Provincia di Bologna parlava, per l’UNITA’ IMMOBILIARE LA SOFFITTA, della realizzazione di 25 appartamenti 24 luglio 2001. Era all’interno del programma di reinvestimento dei proventi della Legge regionale 560/93 (pari a 5.040.970.000 delle vecchia Lire) e deliberava il recupero del complesso immobiliare la Soffitta, in via San Procolo 2-c, limitatamente alla parte destinata ad uso abitativo.
L’8 luglio 2002, ACER inoltrava una richiesta di pre-parere per il restauro conservativo del complesso monumentale dell’ex “Ospedale dei Bastardini”, di cui facevano parte anche i civici San Procolo 2 e Tagliapietre 18, afferenti alle unità immobiliari ad uso residenziale.
Nel Gennaio 2004, in una nota, la Giunta provinciale, in risposta ad una richiesta del gruppo consiliare PRC della Provincia che chiedeva notizie sull’avanzamento dei lavori, per bocca del dirigente, Architetto Alampi, dichiarava che l’intervento era in corso di edificazione, e che era prevista la realizzazione di 25 nuovi appartamenti destinati all’ERP.
In un sopralluogo del 18 luglio 2005, risultava che era stato aperto un cantiere, il richiedente era ACER per conto della ditta EdilAtellana, titolare dell’appalto (la gara era relativa al restauro conservativo del complesso monumentale dell’ex ospedale dei Bastardini, via d’Azeglio 41-45, lotti 1247/PZ e 1248/P – esperita nel 20 aprile 2005). Nel sito ACER alla pagina Interventi in Programma risultava il cantiere: “Bologna – via D’ Azeglio 41-45, via S.Procolo 2, via Tagliapietre 18 Recupero Edilizio (25 alloggi). Locazione permanente + Varie. L’inizio lavori era Aprile 2005, la fine dei lavori era prevista per il Luglio 2007”.

Che non sia andata così, per quanto riguarda i tempi di repcupero è, evidente, quello che risulta meno chiara è questa scelta di alienazione dei 16 alloggi che verranno ricavati alla fine dei lavori di recupero. Se sono stati utilizzati fondi della Legge regionale 560 del 1993, questi avevano una destinazione vincolata ad alloggi a gestione ERP. Come è possibile che oggi venga presentato un bando di alienazione che comprende anche 16 alloggi?
Poi, c’è anche una questione politica: in città c’è una grande emergenza abitativa e la Provincia che, insieme al Comune di Bologna e ad altri Comuni dell’area Metropolitana ha dato vita, attraverso ACER, all’Agenzia Metropolitana per l’Affitto (che non ha decollato perché non ha trovato alloggi da mettere in locazione), ha 16 alloggi e decide di venderli?
Altra cosa curiosa è questa: un tempo Rifondazione Comunista faceva pressione sull’Ente perché i lavori di recupero degli alloggi venissero svolti al più presto, affinché fossero assegnati a famiglie in lista d’attesa per la casa pubblica; oggi un suo assessore (Pondrelli) porta avanti il percorso di alienazione.

Ci viene da fare un commento politico: se questo è il modo per caraterizzare, da sinistra, le giunte di centro-sinistra c’è da stare allegri… E’ facile dirsi teoricamente contro le privatizzazioni e poi, quando si diventa amministratori, per difendere la poltrona, si è disposti ad accettare tutto. Forse, è anche per queste cose che la sinistra è sempre meno credibile e non riesce a recuperare, e non solo elettoralmente, consenso politico dalla crisi del PD.

Per quanto riguarda i problemi della città, un’amara constatazione: nell’ex ospedale dei Bastardini, un tempo, oltre a diverse stanze e spazi, c’era il Teatro La Soffitta, era un luogo di eccellenza del teatro di sperimentazione in città. I 16 alloggi che hanno ricavato, dovevano essere destinati (da un sacco di tempo) ad alloggi ERP e, invece, vengono venduti…
Alla faccia dell’emergenza abitativa che in città cresce esponenzialmente e degli spazi per la cultura che languono.
Quando si dice che Bologna sta morendo, ò sempre più chiaro di chi sia la colpa.

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