Blitz del Tpo a Equitalia: “Meno tasse, più reddito!”


Occupata simbolicamente la sede: “Equitalia o Equiusura?”. Pubblichiamo il comunicato del Tpo sull’iniziativa di stamattina e quello sullo sciopero generale del 6 settembre.

05 settembre 2011 - 13:46

MENO TASSE PIU’ REDDITO!

Questa mattina abbiamo occupato simobolicamente la sede di Equitalia Bologna, questo il testo del volantino distribuito ai cttadini tartassati!

Equitalia o Equiusura? Questo è lo slogan del popolo di precari, partite ive, agricoltori, pastori e tantialtri che nei mesi scorso hanno giustamente occupato la sede di Equitalia Sardegna, accusata di “…applicare interessi e oneri che arrivano al 50% del dovuto, richiedere pagamenti per cartelle vecchie di anni, riproporre multe già pagate che vengono inviate tre o quattro volte, effettuare pignoramenti di abitazioni per somme irrisorie, sfornare cartelle pazze…”.

Ma come ogni cittadino/utente italiano sa bene, come tutti noi sappiamo bene, il problema riguarda ovviamente l’intero Paese, dove le “vittime” di questa macchina infernale sono già milioni, e dove l’azione di Equitalia si configura già come ulteriore aggravio alle passate, recenti e future misure governative che colpiscono pensionati, impiegati, autonomi, risparmiatori (valgano per tutti le inique e sconclusionate manovre dell’esecutivo di questi giorni).

Ora, il problema non è scagliarsi contro il “braccio” adibito alla riscossione dei tributi in quanto tale, ma di condannarne le modalità di azione e soprattutto la tendenza a trasformare il proprio ruolo in un vero e proprio “rastrellatore” di liquidità, dai cittadini alla casse pubbliche, operazione che ci sembra abbia poco a che vedere con una lotta all’evasione che di ben altri provvedimenti avrebbe bisogno.

Equitalia e questo governo di conseguenza hanno gioco ben facile nel fare la faccia feroce nei confronti, tanto per fare un esempio, delle centinaia di migliaia di persone che, come noi, lavorano con la partita iva, come lavoratori precari, come lavoratori autonomi o finti tali, e che, lavorando per le istituzioni pubbliche, vengono pagate con mesi e mesi di ritardo e che per questo si trovano nell’impossibilità effettiva di pagare i tributi nei tempi stabiliti per legge.

E con quali soldi dovremmo pagarle, le tasse, se i primi a non essere giustamente ed equamente retribuiti siamo noi??

E soprattutto, per quali prestazioni le dovremmo pagare, visto che intere generazioni sono di fatto escluse dall’attuale sistema di welfare e, nei fatti, non conosceranno mai la parola pensione?

A proposito, che ne dite dell’iniziativa del governo di non tenere più conto del riscatto del servizio militare o degli anni di studio universitario? Equitalia per caso ha intenzione di rastrellare anche le ultime quote dei milioni di euro letteralmente buttati nel riscatto di questi anni?

Per questo noi precari, noi partite iva, noi co.co.pro., interinali lavoratori in nero siamo qui oggi. Per questo saremo domani in corteo con tutti quei soggetti che stanno subendo la crisi sulla propria pelle. Perché è il momento di rialzare tutti la testa e dire che un´alternativa che parli il linguaggio del reddito garantito, della democraziae dei diritti non solo è possibile ma è sempre più necessaria.

Centro sociale Tpo
Uniti contro la crisi

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UNITI CONTRO QUESTA FINANZIARIA,
CONTRO QUESTO GOVERNO, CONTRO LA CRISI!

Mettiamola così…ricominciare l’anno con uno sciopero generale ci sembra una buona notizia!
Del resto ci sembra anche l’unica possibile, almeno ora, in questi primi giorni di settembre e di ripresa delle lotte!
Vogliamo che lo sciopero generale diventi infatti la base di partenza dalla quale rincominciare a mettere in campo una reale proposta di alternativa sia ai deliri tragicomici del nostro governo che ai diktat della Banca Centrale Europea e dei suoi “guardiani” che, in piena crisi mondiale, non sanno fare altro che riproporre come un disco rotto le stesse fallimentari ricette che questa crisi l’hanno prodotta e aggravata. Nel mese di agosto è stato infatti creato ad arte in Europa un clima da shock economy utilizzato dal Governo Italiano e dai vari poteri economici e finanziari per persuadere l’opinione pubblica che l’uscita dalla crisi può avvenire solo con le politiche neoliberiste: precarietà, attacchi al reddito degli individui e delle famiglie, limitazioni dei diritti sociali e politici fondamentali (a questo proposito basti per tutti l’ennesimo attacco all’articolo 18 contenuto dalla futura finanziaria), e con la svendita del patrimonio e dei servizi pubblici. Gli art. 4 e 5 del decreto legge n.138 del 13 agosto 2011 hanno il chiaro obiettivo di rilanciare una campagna di saccheggio dei servizi e delle risorse pubbliche a favore del privato cercando di azzerare il volere del popolo italiano affermatosi con la vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011.

Parteciperemo quindi allo sciopero generale del 6 settembre, consapevoli che questa giornata, evidentemente, da sola non risolverà nulla ma che dovrà essere seguita da una mobilitazione continua ed estesa che coinvolga tutti i settori più colpiti dalla crisi, che siano operai dell’industria, precari della formazione e della scuola, studenti alle prese con l´applicazione della riforma Gelmini, o migranti ora ritenuti inutili dal nostro tessuto produttivo.

Intendiamo quindi attraversare questo sciopero con i linguaggi del reddito di cittadinanza per tutti, dei diritti e della libertà, e vogliamo che queste rivendicazioni si incontrino con quelle della difesa dei posti di lavoro e del lavoro, dei diritti nelle fabbriche e in tutti i luoghi di produzione materiale e immateriale di benessere.

Per cominciare a fare tutto ciò invitiamo tutti e tutte a partecipare al presidioindetto dalla FIOM per lunedì 5 settembre dalle ore 19.00 davanti alla Ducati Motori (Via cavalieri Ducati, 3).

La mattina del 6 settembre appuntamento a Porta S. Felice alle ore 8.30 per partecipare al corteo degli operai dell’industria.

Per il reddito, per di diritti..contro la crisi e questa finanziaria!

Centro sociale Tpo
Uniti contro la crisi

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