Assemblea a Lettere sulla Riforma Gelmini


Giovedì 5 Novembre ore 17 via Zamboni 38

30 ottobre 2009 - 17:38

SUL NOSTRO PRESENTE E SUL NOSTRO FUTURO DECIDIAMO NOI !

UN ANNO FA L’ONDA, un grande movimento di studenti e precari, si ribellava all’inaccettabile ddl 133 Gelmini-Tremonti, che prosciugava i finanziamenti pubblici all’università e bloccava i già precari contratti dei ricercatori. Migliaia di persone in piazza, facoltà occupate in tutta Italia, contro lo smantellamento della formazione pubblica, il blocco della ricerca e la dequalificazione dei saperi.

Senza limitarsi alla semplice opposizione ai tagli, l’Onda esprimeva la sua forza e la sua innovazione pensando e mettendo in pratica una vera e propria AUTORIFORMA, costruita dal basso ogni giorno, in questo anno, da studenti e ricercatori. Attraverso i percorsi di autoformazione, la rivendicazione di crediti e fondi per i progetti di ricerca autonomi, l’apertura delle facoltà a eventi artistici, le lotte contro l’aumento delle tasse e per l’autogestione dei piani di studio, cerchiamo di trasformare radicalmente l’università e conquistare sempre più spazi di autonomia, dentro e contro le macerie dell’università pubblica più riformata del mondo.

OGGI la tragica coppia Gelmini-Tremonti cerca di imporre una “RIFORMA”, incentrata in modo apparentemente inoffensivo sulla governance accademica, applaudita dai principali media (Corriere della sera in testa) e dall’establishment al completo. Una riforma insidiosa, che dietro le retoriche sulla “modernizzazione” e la meritocrazia” non fa che consolidare le gerarchie accademiche e le logiche di potere feudali, consentire le ingerenze dei privati, restringere l’offerta didattica, bloccare ancora di più le possibilità dei giovani ricercatori.

In particolare, l’idea di “merito” veicolata da questo ddl non è che un espediente ideologico per gestire la mancanza dei fondi e la crisi dell’accademia; test d’ingresso demenziali e debiti formativi già all’iscrizione, “premi per pochi” che implicano l’aumento delle tasse per tutti, il “prestito d’onore” ovvero costringere gli studenti ad indebitarsi.

NE ABBIAMO ABBASTANZA

Per discutere di questa riforma nei dettagli

per analizzare e decostruire le retoriche che la sostengono

per capire come fermarla

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