Rimini / Tutti (o quasi) contro l’hotel Mosè


Il bagnino lo boicotta, le famiglie cambiano aria, i cittadini sostengono i lavoratori senza paga e perfino alcune associazioni del settore turistico prendono le distanze.

20 agosto 2010 - 19:11

Ieri è rimominciato il presidio davanti all’hotel Mosè di Rimini e la colletta sociale lanciata per sostenere i lavoratori in lotta ha dato i primi frutti:  “Sono stati raccolti un centinaio di euro- riferisce l’associazione Rumori Sinistri- e un cittadino riminese ha offerto una cena alle lavoratrici per esprimere la sua solidarietà”. Inoltre, continua la nota, “sono arrivate le prime telefonate di cittadini che vogliono contribuire alla raccolta e diverse e-mail si sostegno anche da parte di ex lavoratori”. Non solo. “Il bagnino di fronte all’hotel, come forma di boicottaggio ha tolto gli ombrelloni assegnati alla struttura e sei famiglie appena arrivate per il loro soggiorno hanno deciso di cambiare albergo”. Una volta sciolto il presidio, poi, “si è deciso di lasciare appesi alcuni striscioni lungo l’incrocio adiacente all’albergo” che oggi erano ancora al loro posto. Infine, Rumori Sinistri dà appuntamento alle 21 di stasera per un banchetto informativo, attraverso il quale continuare anche la raccolta fondi, in piazza Cavour.

Sul caso del Mosè, intanto, interviene anche una nota firmata da alcuni comitati e associazioni del settore turistico presenti a Torre Pedrera, dove si trova l’albergo. La nota parla di “gogna mediatica” ed assicura che la vicenda del Mosè non rappresenta la realtà di quella zona, e su questo c’è da nutrire non pochi dubbi. Allo stesso tempo, però, solidarizzando con le persone coinvolte gli operatori prendono le distanze dai gestori del Mosè ammettendo che si tratta di una “situazione incresciosa”.

>  Nell’ambito del progetto inCassati!, promosso da Vag61 in collaborazione con Zic, prosegue la rubrica che raccoglie esperienze di resistenza e di lotta portate avanti dai lavoratori colpiti dalla crisi.

La redazione di Zeroincondotta

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