Anche a Bologna, #occupiamobancaditalia


TimeOut: mercoledì 12 ottobre 2011 alle ore 11 davanti alla sede della banca centrale “per reclamare il diritto all’insolvenza e portare alla banca i nostri esposti”. Danno appuntamento in piazza Cavour anche Tpo e SaDiR.

06 ottobre 2011 - 17:28

Diritto all’insolvenza, verso lo sciopero precario

Il giorno 12 ottobre a Roma è stata lanciata l’occupazione della Banca d’Italia. Non è un evento casuale. Il mondo intero sta manifestando la sua indignazione, la sua rabbia contro il mercato finanziario. New York, Tunisi, Madrid, Barcellona, Atene, il mondo intero si sta sollevando.

Come Time Out, abbiamo deciso di prendere parola anche noi: il 12 ottobre saremo presenti di fronte alla sede della Banca d’Italia, a Bologna, per reclamare il diritto all’insolvenza e portare alla banca i nostri esposti. Sarà una tappa fondamentale non solo verso la grande manifestazione di Roma, ma per la costruzione di un grande sciopero precario.

Non siamo stati noi a contrarre il debito, non siamo noi a doverlo pagare. Nessuno può decidere sulle nostre vite.

People of the world, rise up!
#occupiamobancaditalia

Diritto all’insolvenza.
Verso il 15 ottobre.
Verso lo sciopero precario.

Mercoledì 12 ottobre, ore 11
Banca d’Italia, Piazza Cavour, Bologna

TimeOut Bologna
(Bartleby- Coll. Utopia – Vag61 – Antagonismogay – Laboratorio Smaschieramenti)

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Mani in alto, questa è una rapina!

La crisi finanziaria che sta scuotendo il pianeta è accompagnata dal tentativo di cura che i poteri economici della finanza internazionale provano a imporre: austerity e riduzione dei diritti. Si vuole utilizzare la crisi per ridefinire relazioni economiche e qualità dei diritti. Queste sono le direttive della Bce all’ Italia o alla Grecia, questo è il tentativo di Marchionne di far ritornare le relazioni industriali al XIX secolo.

Per saldare i conti delle banche si demolisce il welfare.

I movimenti di contestazione a queste politiche economiche planetarie spiegano invece che dalla crisi si può uscire solo provando a ribaltare le leggi auree del mercato, entrare nel tempio della finanza e sconsacrarlo, svuotarlo, come stanno facendo da New York a Madrid, da Roma a Reykjavik ad Atene. Noi siamo con loro.

Per questo, come a Roma, saremo il 12 ottobre davanti la Banca d’Italia per dire che le nostre vite valgono più dei loro pareggi di bilancio.

Vogliamo utilizzare la crisi per produrre nuove forme di democrazia.

Vogliamo utilizzare la crisi per determinare nuove priorità: prima i diritti ed i desideri degli uomini e delle donne poi le leggi del mercato.

Vogliamo farlo partendo da una verità semplice: non pagheremo noi i vostri debiti!

Il 12 ottobre alle ore 11 tutti in Piazza Cavour davanti la Banca D’Italia

Verso il 15 ottobre

Cs Tpo
SaDiR

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