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Svolta per Xm24: “Un comitato può firmare la convenzione”

Lo spazio di via Fioravanti ha deciso di costruire e propone uno “strumento condivisibile e riproducibile” pensato “per la promozione e la tutela delle esperienze sociali autogestite”.

12 Dicembre 2013 - 13:35

Un “comitato per la promozione e la tutela delle esperienze sociali autogestite,  un soggetto terzo che si ponga come interlocutore tra l’amministrazione e gli spazi nei processi di
convenzionamento, e che sia al contempo il soggetto giuridico riconosciuto dall’amministrazione”. E’ lo strumento a cui sta lavorando l’assemblea di Xm24 e che potrebbe portare ad un esito positivo della lunga battaglia con l’amministrazione comunale condotta dallo spazio pubblico autogestito di via Fioravanti.

“I punti della battaglia sono sempre stati due: uno, evitare l’abbattimento di Xm24, due, affrontare il tentativo del Comune che voleva ridurre il nostro modello di autogestione ad una forma giuridica per loro riconoscibile”, ricorda il centro sociale in un comunicato. Ottenuto il primo risultato, rimaneva aperta la questione della convenzione: “Non potendola accettare per come ci e’  stata proposta, in questi mesi abbiamo provato a trovare un percorso alternativo e in parte sperimentale. Un percorso che non prevedesse la delega, che riconoscesse la pratica dell’autogestione, la responsabilità collettiva e l’assemblea orizzontale quale unico luogo di decisione condivisa”. Così, “negli incontri e scontri che abbiamo avuto con il comune in questi anni, abbiamo cercato di tenere insieme la necessità di tutela dello spazio e dei suoi progetti con la scommessa politica di produrre cambiamento, di mettere in crisi status quo prestabiliti e di potenziare l’autogestione
come pratica sociale e politica sulla piazza cittadina. Al contempo abbiamo escluso la possibilità di costituirci in associazione, forma che non poteva esprimere la pluralità dell’assemblea e dei suoi processi decisionali”.

Da qui l’idea del comitato. Uno “strumento condivisibile e riproducibile anche da altre esperienze autogestite”, uno “strumento totalmente aperto a chiunque, singole persone e realtà collettive o associative che vogliono tutelare le esperienze autogestite di questa città di fronte alle continue pressioni provenienti dal comune e dagli interessi privati”. Accanto alla centralità della pratica dell’autogestione, “il comitato si fonda sui principi dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’antisessismo, dell’uguaglianza, dell’antiproibizionismo, dell’antiautoritarismo, della libera circolazione delle persone e dei
saperi, dell’anticapitalismo e della lotta a ogni forma di oppressione”.

Il comitato “sarà gestito da un’assemblea composta dai soggetti che ne condividono i principi e vuole essere uno strumento per la tutela degli spazi e delle esperienze senza interferire in alcun modo sui processi decisionali e le scelte di questi. Questo comitato ad oggi può firmare una convenzione per tutelare la continuità di  XM24 e dei suoi progetti. Abbiamo insistito affinché nel testo di questa convenzione venisse chiaramente esplicitato che la gestione dello spazio Xm24 è e rimane collettiva e si riconosce solo nell’assemblea. Infatti il rappresentante legale del comitato avrà l’onere della firma della convenzione con il comune, ma il luogo decisionale e la responsabilità politica rimangono solo all’assemblea di Xm24”.

Continua lo spazio di via Fioravanti “Non pensiamo con questa soluzione di aver risolto tutto di un tratto, ma  per noi rappresenta una scommessa, e ci assumiamo la responsabilità
politica e organizzativa di proporre alla città questo percorso, che è aperto, collettivo e che assume un valore ed un significato solo nel momento in cui e’ partecipato e condiviso.
Vogliamo che questo percorso sia utile a spostare la discussione sugli spazi e sulle esperienze sociali autogestite oltre il binomio reazionario legalità/illegalità, nel nome del quale abbiamo visto giustificare ogni tipo di ingiustizia. Ci riconosciamo in un movimento in cui l’occupazione e l’autoderminazione sono pratiche centrali e continueremo a sostenere e diffondere queste pratiche come mezzi di lotta. E proprio nella pratica
niente cambia. La certezza di continuare ad esistere e di rimanere qui non dipende solo
da un pezzo di carta ma soprattutto dalla determinazione di tutte e tutti a portare avanti percorsi di autorganizzazione e conflitto. La storia di Xm24 e’ una storia collettiva. Continueremo a scriverla insieme. Non pretendiamo di aver spiegato tutto in poche righe e presto vorremmo avere con tutte e tutti voi un confronto diretto sul Comitato per la
promozione e la tutela delle esperienze sociali autogestite”.

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