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In piazza per la casa: “Nuove ex Telecom sorgeranno!”

Manifestazione di Social Log dalla Bolognina a piazza Maggiore: striscioni e tazebao sull’immobile sgomberato di via Fioravanti, sull’Unicredit e sui ponteggi del Nettuno. Contestato un banchetto della Lega. E Ross@: “Merola come Salvini”.

28 Maggio 2016 - 20:23

soc“Altro che emergenza, saremo il vostro problema strutturale!”. E’ il messaggio lanciato dal corteo per la casa promosso da Social Log che oggi, partendo da piazza dell’Unità, ha attraversato le strade di Bologna. Prima tappa davanti all’ex Telecom di via Fioravanti, dove i manifestanti hanno affisso un grande tazebao con scritto “Da casa per tutt* ad hotel per pochi”, visto il futuro annunciato per lo stabile. L’ex Telecom è un “simbolo della resistenza collettiva alla speculazione delle istituzioni e dei giochini politici di chi vuole lucrare sulla ‘emergenza’ abitativa! Stop speculazione, casa per tutt*! E nuove ex Telecom sorgeranno!”, promette Social Log su Facebook. Più avanti, il corteo ha incrociato sul proprio percorso “un banchetto leghista, protetto da polizia e Digos in forza come solito per chi non ha alcuna reale legittimita in città! Il lancio di banconote verso il banchetto- racconta Social Log- è solo l’occasione per ricordare che il 2 giugno prossimo Salvini non avrà la vita facile se davvero vorrà provocare gli studenti e le studentesse in piazza Verdi!”.  Sul muro dell’Unicredit di via Indipendenza, a seguire, i manifestanti hanno affisso un altro tazebao, questa volta “contro il decreto 59 che facilita espropri e pignoramenti”. Il corteo si è concluso quindi in piazza Maggiore, con i manifestanti che hanno appenso sull’impalcatura del Nettuno “uno striscione e un tazebao che esprimono il nostro programma politico: lotta a speculazione, banche, articolo 5, moratoria su sfratti e sgomberi”.

Al corteo aveva aderito anche Asia-Usb, per manifestare “contro la gestione emergenziale utilizzata dal Comune per sistemare molti nostri abitanti sgomberati e chiunque non possiede una casa”. Allo stesso modo Pugno chiuso, che lancia il seguente allarme: “L’ultima proposta sui limiti di permanenza negli alloggi Erp che, guarda caso, verrà discussa in commissione subito dopo le elezioni amministrative e presumibilmente approvata a metà giugno, potrebbe condurre allo sfratto di più di mille inquilini dell’età media di 73 anni”. Poi, Sgb casa: “Concordiamo con la necessità di sottolineare la natura indipendente della lotta per l’abitare come per quella del diritto al lavoro e ad una vita dignitosa per tutti. E’ proprio sul terreno della rivendicazione degli autonomi interessi della classe, che ci sembra urgente cercare di rilanciare un movimento sociale conflittuale che si ponga l’obbiettivo del risveglio delle coscienze e della lotta che decenni di concertazione hanno sopito”.

Da Ross@, infine, un commento sulle ultime parole del sindaco Virginio Merola proprio in merito alle lotte per la casa: “Le dichiarazioni il vescovo Matteo Zuppi, che inquadravano le pratiche delle occupazioni nel contesto dell’emergenza casa evidenziando che a bologna il problema c’è ed è molto grave, sono state attaccate da Salvini e dal sindaco uscente Merola nel nome della proprietà privata e dello sprezzo totale per chi si ritrova senza un tetto sulla testa. Lega e Pd, dunque, non fanno prigionieri pur di intercettare voti ‘moderati’ dell’egoismo benpensante, in questi scampoli di campagna elettorale.
Ma queste prese di posizione che calpestano persino la carità cristiana, la dicono lunga su ciò che Bologna è diventata per le fasce sociali disagiate nei tempi dell’austerity e delle politiche di macelleria sociale adottate sia a livello nazionale che locale dal Pd e dal suo ‘partito della nazione’. Merola in particolare sostiene che gli occupanti sono strumentalizzati dai ‘professionisti della politica delle occupazioni’, quando è proprio lui, per la sua campagna elettorale a fare tour osceni come quelli della scorsa settimana nelle scuole, accolto dalla giusta protesta delle lavoratrici e dei lavoratori che ‘grazie’ alle politiche di sussidiarietà e di appalti della sua giunta si ritroveranno senza stipendio per tutta l’estate e i bambini senza servizi estivi adeguati. Ma cosa si può pretendere da un sindaco tutto chiacchiere e distintivo? Merola nel suo mandato ha totalmente calpestato senza alcun confronto i diritti di chi lavora nel pubblico e in subappalto, ha ignorato il responso del referendum sulla scuola pubbica, ha ignorato emergenze come quella della casa e i dati inquietanti che emergono dalla stessa Nomisma in quota Pd: 45 mila famiglie a rischio, oltre mille sfratti all’anno. Per Merola va tutto bene, riducendo la questione a 250 rompipalle e 30 immobili occupati. Bologna in questi anni è stata la città delle bastonate, ha visto come protagonista il tandem repressivo Merola-Coccia. Il questore infatti, sempre in questi giorni, ha trionfalmente annunciato che al ‘grosso problema della città’, ossia le occupazioni, le forze dell’ordine hanno risposto da aprile dello scorso anno con 19 sgomberi, 500 denunce e 24 arresti. La realtà è che Merola rappresenta gli appetiti dei poteri forti cittadini, della finanza, di quella speculazione che fa affari sulle forti disparità sociali, su opere inutili e dannose come il People Mover e su progetti faraonici da città vetrina come Fico. Rappresenta cordate e comitati d’affari che ottengono dal Comune privatizzazioni, concessioni e appalti come la mensa scolastica. Il tutto condito da una cultura lottizzata dai grandi carrozzoni delle clientele, che con gli appalti ai soliti noti e i tagli di fondi ha significato distruzione dell’associazionismo delle arti e delle autoproduzioni. Ma a questo sindaco basta la città vetrina e tutto il resto non esiste, come se la sottrazione di diritti essenziali come la casa, la qualità dei servizi non c’entri nulla con queste politiche tagliate su misura per i grandi privati”.