Culture

Il Cassero di Atlantide? Quartiere ancora fermo a “possibili progetti da valutare”

Risposta del Santo Stefano ad un’interrogazione nata dalla notizia di Zic.it sul recente svuotamento dell’immobile. Intanto, il Comune ammette: “Làbas molto frequentato e apprezzato dai cittadini della zona”.

18 Aprile 2017 - 14:57

Ad un anno e mezzo di distanza dallo sgombero di Atlantide dal Cassero di porta Santo Stefano, non c’è ancora traccia di alcuna nuova destinazione dell’immobile. Eppure, prima e dopo lo sgombero l’amministrazione ha fatto circolare più di un’ipotesi (sede per associazioni, servizi sociali…): finora tutte chiacchiere, come spesso accade per gli spazi sgomberati e poi puntualmente riconsegnati alla polvere. Lo dimostra il risultato di un’interrogazione presentata da Detjon Begaj, consigliere del quartiere Santo Stefano per Coalizione Civica e attivista di Làbas, dopo la notizia pubblicata da Zic.it riguardante la temporanea riapertura del Cassero per portare in discarica quello che era rimasto al suo interno. La direzione del quartiere ha risposto spiegando che l’intervento era finalizzato a pulire i locali e “permettere l’accesso ai tecnici competenti finalizzato a valutare lo stato manutentivo dei locali. A seguito di ciò il quartiere Santo Stefano valuterà i possibili progetti per la valorizzazione del Cassero”. In altre parole, ancora l’amministrazione non ha ancora idea di come utilizzare l’immobile.

Intanto, restando nell’ambito del Santo Stefano, dal Comune è arrivata un’esplicita ammissione del favore che Làbas (su cui pende un decreto di sequestro) incontra tra i residenti della zona. Le attività dell’ex caserma Masini occupata ottengono “il gradimento di molti cittadini della zona”, ha dichiarato l’assessore alla Sicurezza, Riccardo Malagoli: “Ci sarà qualcuno contrario e qualcuno favorevole, ma che sia molto frequentato da chi abita in zona è un dato di fatto”. In altri termini, Làbas “non è un luogo al centro dell’attenzione per i disagi che dà ma piuttosto è un luogo frequentato dai cittadini per le cose che fa al suo interno”. Sempre Malagoli ha anche parlato positivamente dell’iniziativa che di recente, con il coinvolgimento di numerosi street artists, ha rigenerato le pareti esterne dell’ex caserma Masini: “Credo che il muro non abbia subito dei peggioramenti, anzi forse ora è più gradevole”.

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