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Gli “stop gender” in bus odiano blindati dalla celere [foto]

Tra gli integralisti c’era anche Giovanardi. Un centinaio i contestatori: “Oggi i cattofascisti hanno trovato ad ‘accoglierli’ una moltitudine ironica, colorata, combattiva”.

26 Febbraio 2018 - 17:40

Secondo passaggio in città e seconda contestazione per il “bus delle libertà” dei fanatici del familiy day. Il raduno di un centinaio di manifestanti anti-transomofobia ha costretto il mezzo a rimanere schiacciato tra un cordone di antisommossa e il muretto che delimita il cortile sul retro della chiesa di San Francesco.

Pochi i seguaci degli “stop gender”, tra di loro il senatore di Identità e Azione Carlo Giovanardi, ex sottosegretario alla famiglia del governo Berlusconi IV noto da sempre per le posizioni iper-conservatrici sui diritti civili ma che con sollievo di molti non è ricandidato alle prossime elezioni. Dall’altro lato del cordone di polizia e dietro lo striscione “Stop agli integralisti cattolici e ai fascisti” gli attivisti di diverse realtà lgbtq e antifasciste della città, oltre a molti  passanti che si sono fermati spontaneamente, hanno intonato a lungo cori come “fuori i fascisti da Bologna” a “Bella Ciao” e esposto svariati cartelli.

Dopo una ventina di minuti di chiacchere con un piccolo megafono, costantemente disturbate dai cori dei contestatori e la rituale foto di gruppo, il bus è ripartito scortato dai blindati della polizia.

Sulla pagina Facebook “Stop agli integralisti cattolici e ai neofascisti“, punto di riferimento di questa e della precedente contestazione, si legge: “Oggi i cattofascisti hanno trovato ad ‘accoglierli’ una moltitudine ironica, colorata, combattiva. Contro il loro odio e la loro ignoranza. Contro tutti i fascismi. Siamo tutt@ antifascist@!!!”

> La fotogallery:

Fuori i cattofascisti da Bologna!

 

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