Valsusa / In migliaia contro la Tav, occupata l’A32


I NoTav tornano a sfidare la militarizzazione della Valle e nonostante l’ennesima piogga di lacrimogeni mettono in campo un’altra giornata di straordinaria resistenza. L’autostrada resta occupata fino a mezzanotte

08 dicembre 2011 - 18:22

Ancora una straordinaria giornata di resistenza in Val di Susa contro la Tav, a sei anni esatti dalla liberazione di Venaus. Tre cortei, autostrada occupata, durissima repressione delle forze dell’ordine con idranti e lacrimogeni sparati ad altezza uomo, recinzioni assediate e tagliate in più punti. Il messaggio anche questa volta è chiaro: per chi vuole devastare la Valle con il passaggio dell’Alta velocità, “a sarà düra!”.

h22.30 L’autostrada è ancora occupata, un’assemblea di centinaia di persone ha deciso di non accettare l’ordine della questura di liberare le carreggiate alle 22

h24 Come da intenzioni originarie dei dimostranti, è stato rimosso il blocco dell’Autostrada A32. La fine dell’occupazione è stata annunciata da uno spettacolo pirotecnico

> Leggi la diretta e guarda i video su NoTav.info, dove è apparso in serata anche il “commento a caldo” che ripubblichiamo di seguito

Una fantastica #immacolata #NoTav, un 8 dicembre di lotta contro il non cantiere installato nel cuore della Val Susa che non si arrende, una grande giornata di mobilitazione a sei anni precisi dalla tappa fondamentale della liberazione dei terreni di Venaus.

La potenza del composito movimento No Tav è il raggio di sole in una stagione complessa e difficile come quella che stiamo vivendo, arida di conflitti ed attivazione sociale (con segno avverso al sistema che crolla), facente i conti con il mordere della crisi e con la ganascia del debito. Un 8 dicembre quindi, in Val Susa, è da sempre interpretato come momento simbolicamente importante perchè anniversario del punto più alto della prima stagione contro il Tav, celebrato nella misura in cui è pietra miliare per la continuazione – senza paura e alcuna remore – di una battaglia contro l’alta velocità che conserva, ambivalentemente, la sua non definitività: ogni giorno di lotta del movimento è un ulteriore tassello di opposizione popolare, ogni mossa della trasversale lobby del tondino e del cemento è – che riesca o meno (…) – altro segmento organizzativo della controparte da andare a smascherare e rovesciare.

Con la nostra narrazione, con le cronache via Twitter, con la diretta di Radio Blackout, con le foto ed i video rimandati dal campo di battaglia bene si è espressa la cifra di una grandiosa giornata di mobilitazione, che provare a sintetizzare è opera ardua e deficitaria, perchè non riepilogante tutti i piccoli e grandi momenti che hanno composto un 8 dicembre splendido, illuminato dal sole caldo della Val Susa, vissuto nella voglia di esserci e di combattere di migliaia e migliaia di persone, di No Tav, sull’autostrada come alle reti.

Occupata l’autostrada, assediato il non cantiere, tagliate le reti, resistito agli idranti e ai lacrimogeni, costretta – in più occasioni – alla fuga la polizia, nell’avanzare imperterrito di un movimento che non paura non ne ha, che non si arrende alla violenza poliziesca ne si spaventa dall’infamità giornalistica, che con l’#8dicembre2011 si prepara a rinconquistarsi la sua terra!

volano #lacrimogeni sparano #acqua cadono le #reti

scappa la #polizia avanzano i #notav

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