Valerio Evangelisti presenta a Vag61 i suoi pirati [audio]


Venerdì 06 novembre presentato a Vag di Venere il nuovo romanzo di Velerio Evangelisti, “Veracruz”, edito da Mondadori.

07 novembre 2009 - 19:28

Veracruz di valerio EvangelistiDurante il milieu culturale Vag di Venere, venerdì 06 novembre 2009, è stato presentato “Veracruz”, il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti, noto autore bolognese, conosciuto soprattutto per la saga bestseller dell’inquisitore Nicolas Eymerich e la trilogia di Nostradamus (oltre che per numerosi altri romanzi, saggi e racconti brevi).

Nonostante il fatto che il suo nome riecheggi da molto nel mainstream, Evangelisti si è compiaciuto di poter presentare la sua nuova narrazione sui pirati dei Caraibi, (non quelli di Johnny Depp), a Vag61: “è in luoghi come questo che mi sono formato!“, afferma lo scrittore bolognese conosciuto anche per la sua militanza politica. E apre quindi la serata dedicata a questo tema.

Il “ciclo dei pirati” ha inizio con “Tortuga” ( 2008), romanzo che racconta le imprese dei “Fratelli della Costa”, pirati e avventurieri al servizio del re di Francia, Luigi XIV, che assaltano navi battenti bandiere di stati avversi, nel tentativo di sottrarre agli spagnoli il dominio del Mar dei Caraibi. “Veracruz” narra fatti cronologicamente anteriori a quelli del romanzo precedente, e in particolare la presa da parte dei pirati di “Veracruz”, appunto, città spagnola considerata capitale del Nuovo Mondo.

I pirati descritti da Evangelisti si distaccano dal modello romantico e salgariano del corsaro sognatore di libertà. Sono crudeli, meschini, efferati e sanguinari. Viziosi contrabbandieri di schiavi e beni saccheggiati. Violenti torturatori di prigionieri.

Un ritorno al “reale“, come descrive lo stesso Evangelisti, dettato da una meticolosa ricerca storica dei modi e dei particolari tipici della vita nel sedicesimo e diciasettesimo secolo. Il forte odore del sangue, che scorreva e stagnava sui marci ponti di queste imbarcazioni, e la vita di bordo, estremamente faticosa e monotona, forgiavano il temperamento del brutale pirata. La loro vita era dedicata ad accumulare ricchezze, ad avere tutto e subito, visto che potevano morire da un momento all’altro. Un impostazione etica riscontrabile anche  in movimenti di pensiero successivi, come il calvinismo o il capitalismo; del resto, l’autore stesso conferma che, in una qualche misura, questi pirati sono i precursori di quella corrente utilitarista e materialista che ritroviamo nei sostenitori del libero mercato. Anche se tuttavia questi pirati conservano qualche elemento di “democrazia relativa”, presente ad esempio nei rapporti interpersonali a bordo delle navi battenti il “Jolly Roger” (che a differenza degli equipaggi marcantili e militari non presentavano forti gerarchizzazioni), siamo di fronte ad un “cambiamento di rotta” nell’interpretare una figura, tanto letteraria che concreta, come quella del pirata troppo spesso mistificata e caricata di un senso romantico assolutamente fuori luogo, almeno nel contesto del mar dei Caraibi di quell’epoca.

Durante la serata, l’autore annuncia inoltre che presto uscirà il nuovo volume della saga dell’inquisitore Eymerich. Seguirà anche il terzo e risolutivo capitolo del “ciclo dei pirati” che si intitolerà “Cartagena”.

> Ascolta la presentazione di Veracruz

> Leggi e ascolta l’intervista ad Evangelisti: “Bologna? Perbenista, ipocrita e razzista”

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