Valencia / Martedì 14 decine di studenti valenzani e erasmus italiani in corteo nell’Università


«Come era accaduto a Parigi nei giorni precedenti, anche qui il 14 di dicembre si sono gettate le basi per un rapporto di solidarietà, di appoggio e di lotta comune tra studenti italiani e spagnoli.»

17 dicembre 2010 - 14:27

Come era accaduto a Parigi nei giorni precedenti, anche qui a Valencia il 14 di dicembre si sono gettate le basi per un rapporto di solidarietà, di appoggio e di lotta comune tra studenti italiani e spagnoli.
La partecipazione dei compagni valenciani è stata davvero forte, quasi inaspettata, frutto del grande lavoro preparativo alla giornata di lotta e di tutte le energie che abbiamo speso in queste ultime settimane.
Nonostante una presenza italiana sicuramente inferiore alle nostre aspettative (del resto, “meglio pochi ma buoni”!!), gli obiettivi che ci eravamo prefissati sono stati tutti decisamente raggiunti.
In 40 ci siamo mossi dalla facoltà di Filosofia, in testa un grande striscione che citava “Universidad Publica y Libre”; insieme a cori abbiamo distribuito volantini in tutta la zona universitaria, entrando nelle caffetterie di alcune facoltà, riscuotendo applausi a scena aperta. Forse una delle sensazioni più gratificanti è stata proprio quella di vedere così tanta attenzione verso la nostra azione, la distribuzione dei volantini ed i vari interventi al megafono. Pensiamo davvero che a pochi di noi, militanti politici da molti anni, fosse mai successo di riscuotere così tanta approvazione dalla gente, e dagli studenti, la maggior parte dei quali ovviamente incuriositi da questo strano assembramento bilingue.
Nel volantino e negli interventi si è parlato della riforma Gelmini, di quello che è accaduto in Inghilterra, e del famigerato “Plan Bolonia”, come lo chiamano qua. Si è posto quindi l’accento sull’unità delle nostre sciagure, su come i problemi che affligono gli studenti italiani sono gli stessi che affligono tutti gli studenti europei.
Il “Plan Bolonia” qui è conosciuto da tutti gli studenti, anche da quelli che di politica proprio non si vogliono interessare. Arrivato in ritardo rispetto ad altri paesi europei, stà letteralmente distruggendo la qualità e l’assetto dell’offerta formativa dell’università spagnola. Si stanno già creando cose simili alle nostre Fondazioni private, e dall’anno prossimo verranno introdotti nuovi e costosissimi master al posto delle lauree specialistiche.
Insomma, anche qua gli studenti stanno iniziando ad incazzarsi seriamente; tutti sono davvero consapevoli dei forti rischi che stanno correndo, e quello che manca è forse una lotta più efficace, un azione decisa, partecipata, ed il più possibile coordinata.
E’ proprio in questo senso che la giornata di martedì 14 si è conclusa con un’assemblea dove abbiamo gettato le basi per una discorso di lotta comune più duraturo tra studenti italiani e spagnoli. Perché siamo consapevoli che anche se noi a giugno torneremo in Italia, avremo magari contribuito alla creazione di un qualcosa che può continuare anche senza di noi.
Perché pensiamo che più la lotta si estende, più possibilità abbiamo di vincere!

La sensazione più bella di questo 14 dicembre rimane comunque (soprattutto per noi italiani) l’aver visto così tanta determinazione, a Roma, ed in tutte le altre città dove si stava lottando.
Siamo ben consapevoli che la lotta è ancora lunga, ed è molto dura.
Sappiamo che la repressione non si lascierà certo attendere, che faranno di tutto per dividerci e per indebolirci, per mistificare i nostri contenuti, per farci apparire come gli ennesimi nemici interni.

A nostro avviso tutta la determinazione dimostrata da chi ha manifestato il 14 di dicembre deve continuare su più fronti.
Non dimentichiamoci che la situazione italiana (ed europea) è gravissima, e nonostante ci siano tutti i presupposti per la rivolta questa è ancora lontana dal venire.
Facciamoci vedere nei quartieri, riprendiamo a parlare con la gente, combattiamo il razzismo e la disinformazione.
COSTRUIAMO LA RIBELLIONE!

Studentesse e Studenti Erasmus a Valencia

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