Val di Susa / La lunga battaglia dei NoTav [audio]


Migliaia di persone assediano l’area militarizzata dei cantieri. Aperti alcuni varchi nella recinzione e lavori interrotti. Durissima risposta delle forze dell’ordine, che sparano lacrimogeni anche ad altezza uomo. Diversi feriti. L’audio di un nostro inviato.

03 luglio 2011 - 15:42

Ancora una straordinaria giornata di mobilitazione in Val di Susa contro i cantieri dell’Alta velocità. Alla manifestazione convocata dopo il violento sgombero del presidio della Maddalena ed articolata in più cortei partecipano, riferisce il movimento NoTav, 60.000 persone. Migliaia di manifestanti sono riusciti a raggiungere l’area militarizzata dei cantieri, hanno riconquistato la zona del presidio sgomberata lunedì scorso e da ore è in atto un vero e proprio assedio alle recinzioni erette a difesa dei primi lavori. Le forze dell’ordine sono state costrette a far allontanare gli operai e tentano di respingere i manifestanti con lacrimogeni a ripetizione (sparati anche dagli elicotteri), spray urticanti, idranti, violente cariche e sembra anche pallottole di gomma. A quanto si apprende ci sono diversi feriti tra i manifestanti, alcuni colpiti anche al volto dai lacrimogeni spesso sparati ad altezza uomo. I NoTav sono riusciti ad aprire dei varchi nella recinzione metallica, avvicinandosi al cantiere divisi in gruppi che si danno costantemente il cambio così da permettere a chi si trova davanti di risalire verso il bosco e riprendersi dall’effetto dei lacrimogeni.

> Ascolta l’audio del nostro inviato:

Più tardi [h17,20] la Polizia ha caricato anche un gruppo di poche decine di persone Ramats del Comune di Chiomonte, che in pratica rappresenta l’accesso al sentiero che porta giù fino all’area del cantiere sotto assedio da stamattina. I manifestanti erano risaliti dai boschi e si trovavano nel borgo quando improvvisamente sono arrivati almeno sei blindati della Polizia. Non appena i manifestanti si sono portati al centro della strada è partita una dura carica, che li ha dispersi. L’obiettivo delle forze dell’ordine è sembrato quello di presidiare San Martino per aspettare i manifestanti che man mano risalgono dalla zona cantierata.

Al termine di una lunga ed intensissima giornata [h20,20] molti manifestanti NoTav ritornano verso i pullman che li hanno portati in Val Susa, spesso costretti ad aggirare i posti di blocco predisposti dalle forze dell’ordine. Altri restano alla baita della Maddalena pronti a portare avanti la mobilitazione contro i lavori dell’Alta velocità.

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