“Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo le università!”


Il Collettivo Universitario Autonomo nell’annunciare la partecipazione all’assemblea d’ateneo prevista per lunedì rilancia la proposta di forme di mobilitazione che blocchino le lezioni.

17 settembre 2010 - 14:17

Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo le università!

Pronti e disponibili ad organizzare forme di boicottaggio delle lezioni crumire

Era nell’aria da più settimane e l’avevamo già detto: dopo dieci anni di tagli e riforme distruttive dell’università, siamo giunti ad un momento topico; o ora o mai più!

La coraggiosa e determinata lotta dei ricercatori della nostra città ha riaperto con forza uno spazio di conflitto che trova tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Agire il blocco dell’inizio dell’anno accademico è una proposta politica e pratica che incoraggiamo con entusiasmo. E’ sempre più evidente che il blocco di questa didattica sempre più impoverita e martoriata è un segno di grande responsabilità per il nostro presente e per il futuro di intere generazioni.

La pronta ritirata di Dionigi, che aveva tentato una approccio a là Marchionne, di fronte alla determinazione dei ricercatori, ha smascherato il suo gioco: nella ricerca di una continua compatibilità, non si fa altro ormai che essere corresponsabili dei piani che partono dal Ministero dell’Istruzione. Là oggi stanno i nemici del sapere e della formazione, in quella direzione (dunque, alla radice) si rivolgono le nostre lotte; partendo da una mobilitazione che si sviluppi da tutti i singoli territori.

E’ tempo di essere fieramente incompatibili! Dichiariamo fin da subito che, qualora il Senato Accademico proseguisse nell’intenzione di sostituire in qualche modo i ricercatori per teneri i corsi, siamo pronti e disponibili ad organizzare forme di boicottaggio delle lezioni crumire.

La settimana scorsa abbiamo fatto sì che la Gelmini non venisse a Bologna, ora diciamo chiaramente che se ne deve andare.. Cacciamola! Che se ne vada via lei e tutto questa cricca che, di fronte ad una crisi perdurante e ad una disoccupazione che dilaga, non fanno altri che aumentare la precarietà e distruggere i diritti.. Que se ne vayan todos!

Dai primi tagli del 2008, l’intelligenza del movimento dell’Onda aveva saputo cogliere la complessità dell’attacco in corso alla formazione, generalizzando le sue istanze e attraversando le città con blocchi metropolitani. E’ ora di riaggiornare quella potenza, di rilanciare una forte mobilitazione che abbia la capacità di costruire, a partire dalle rispettive parzialità, terreni di lotta e rivendicazione comuni fra i vari settori del mondo accademico e della formazione in generale.

Per questo lunedì parteciperemo all’assemblea d’ateneo convocata in rettorato, verso nuove mareggiate!

C.U.A. Collettivo Universitario Autonomo

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