Università: salute a rischio per i ricercatori di Chimica


Con una lettera aperta inviata anche al rettore, due dipendenti dell’ateneo segnalano diversi casi di tumore all’interno del dipartimento di Chimica e chiedono più controlli.

26 marzo 2010 - 13:41

Due dipendenti dell’università di Bologna, Virginio Pilo’ e Marina Izzi, hanno spedito una lettera aperta al rettore Ivano Dionigi, agli organi accademici, ai sindacati e ai loro colleghi per lanciare l’allarme sulla salute dei ricercatori del dipartimento di Chimica applicata dell’Alma Mater.

Nella lettera si chiedono piu’ prevenzione e piu’ controlli, perche’ negli ultimi anni si e’ riscontrata a Chimica “un’alta incidenza di tumori per un dipartimento piccolo come il nostro”. L’ultimo caso e’ quello di una ricercatrice di 52 anni che e’ deceduta nella notte di domenica scorsa. Prima di lei, “poco piu’ di due anni fa”, venne a mancare un’altra ricercatrice, di 49 anni: anche lei “stroncata dallo stesso brutto male”. Negli anni precedenti, poi, “non erano mancati i decessi sempre per la stessa causa, il tumore”, e anche “due docenti associati avevano gia’ avuto la stessa disgraziata sorte”. Andando ancora piu’ indietro nel tempo, poi, “si annoverano altri due decessi per tumore, anche se di persone gia’ andate in pensione” e al momento “un’altra nostra collega e’ in cura, da anni ormai, per la stessa patologia”.

Lutti e casi di malattie che spingono a “considerare, di nuovo e con maggiore attenzione, il tema della salubrita’ nei luoghi di lavoro ed in particolare, data la circostanza, dei laboratori chimici. La nostra prima considerazione e’ dunque l’alta incidenza di tumori riscontrabili in un dipartimento piccolo come il nostro”, che ha 30 strutturati tra docenti e personale tecnico-amministrativo, piu’ vari assegnisti e dottorandi.

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