Un senzatetto: “Sotto cura per scabbia, escluso dalla mensa Caritas”


La storia di un homeless di 59 anni, ospite del dormitorio di via Capo di Lucca, tenuto fuori dalla mensa nonostante un referto medico dica chiaramente che può accedere senza vincoli ai luoghi pubblici.

26 settembre 2012 - 18:56

Pur essendo sotto trattamento antiscabbia da piu’ di 24 ore, gli è stato impedito di accedere alla mensa della Fraternita’ della Caritas in via Santa Caterina. E’ la denuncia di un senzatetto di 59 anni, ospite da qualche mese del dormitorio di via Capo di Lucca, raccolta dai microfoni di Radio Citta’ del Capo. “Entro dentro e parlo con il responsabile- spiega il 59enne- che mi dice che non posso entrare perche’ devo presentare un certificato”. Il senzatetto, però, non si spiega come sia possibile che la Sala Borsa gli abbia concesso di entrare regolarmente mentre la mensa della Caritas si sia rifiutata di ospitarlo.

Che qualcosa non torna lo dimostra anche un referto rilasciato da una dottoressa, in cui si afferma che l’uomo in questo momento puo’ accedere senza vincoli ai luoghi pubblici, compresa la mensa. Nel referto, inoltre, si precisa che i vincoli per una persona in terapia antiscabbia decadono dopo 24 ore dall’inizio del trattamento e che quindi il 59enne doveva gia’ essere riammesso.

“La legge prevede che dopo 24 ore dall’inizio della terapia si possano frequentare tutti i luoghi pubblici- spiega la dottoressa Antonietta D’Antuono, docente alla facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Bologna, dermatologa e medico volontario dell’associazione Sokos- ma e’ vero anche che non sempre queste disposizioni vengono ottemperate, spesso in virtu’ di decisioni personali.

La Caritas, però, non indietreggia: “Senza certificazione, per tutelare gli altri ospiti della mensa, possiamo concedere solo un pasto da asporto”, è la replica del direttore Paolo Mengoli.

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