Tutti contro i test Invalsi


Oltre ai Cobas si mobilitano il Collettivo Autonomo Studentesco, il Coordinamento Precari della Scuola, l’Assemblea Genitori Insegnanti. Giovedì 16 maggio’012 dalle 15 presidio all’Usr di via de’Castagnoli.

07 maggio 2012 - 19:44

Non solo lo sciopero Cobas segnerà l’opposizione diffusa del mondo della scuola ai test ministeriali sull’apprendimento, previsti nei giorni 9-10 e  16 maggio. Il Collettivo Autonomo Studentesco, al grido di “Vali molto più di un numero” annuncia che distribuirà nelle scuole pennarelli per cancellare il codice identificativo, invalidando le prove. Il Coordinamento Precari della Scuola sarà in presidio alle ore 15 del giorno 10, insieme ai Cobas stessi, all’Ufficio Scolastico Regionale di via de’Castagnoli, somministrando falsi test, e invita inoltre gli insegnanti di sostegno a disobbedire alle regole dell’Invalsi: ovvero, non uscire dalla classe al momento del test e non portare fuori gli alunni disabili (a cui l’Invalsi non viene somministrato). “E’ una sospensione dei diritti di integrazione degli alunni disabili”, denuncia Lucia Argentati del Coordinamento precari.

L’assemblea Genitori Insegnanti organizza due giornata di giochi per i bambini ai Giardini Margherita e ha deciso altre due forme di boicottaggio delle prove: ci sarà chi terrà i figli da scuola, qualcun’altro manderà in classe i ragazzi con la richiesta specifica di non somministrare il test.

Intanto Gianluca Gabrielli dei Cobas ha denunciato stamattina in conferenza stampa un altro aspetto inquietante delle prove ministeriali: “Le risorse economiche vengono date alle scuole anche sulla base dei risultati Invalsi. Così accade che una scuola con ottimi livelli di integrazione degli alunni disabili e stranieri non ha fondi perché ha un basso risultato ai test, al contrario di un istituto che non pratica una buona integrazione ma ottiene buoni risultati ai test”.

> Di seguito i comunicati diffusi dal Coordinamento Precari della scuola:

IL GRANDE QUIZ INFALSI!!

Non senza una punta di orgoglio, di aglio e di ernia, il Coordinamento precari scuola Bologna – quello là, sì, sempre quello – ha il piacere-piacere di annunciare-annunciare, uditeuditeudite, la nascita dell’INFALSI, nuofo nuofissimo istituto di falsificazione del sistema scolastico nazionale, ente raffinatissimo di ricerca docimologica di strada, praticamente una potenza di potenza che manco il CNR se la sogna.

A partire dal prossimo giovedì 10 Maggio 2012, in concomitanza con il secondo giorno di quizzone Invalsi nelle scuole del Regno, l’INFALSI inizierà un suo parallelo lavoro di monitoraggio sul sistema istruzione. E visto che è dalla testa che inizia a puzzare il pesce, e che il pesce fa bene e che l’uomo avvisato è mezzo salvato, e poiché all’INFALSI di puzze, di avvisi e di uomini a metà se ne  intendono assai-assai, la prima gioiosissima somministrazione del test si svolgerà presso l’Ufficio scolastico provinciale di Bologna, in Via de’ Castagnoli 1, a partire dalle ore 15.00, dopo i pasti per l’appunto, quando gli uffici ufficiano, il provveditore provvede e l’aperitivo è solo un miraggio del meriggio.

Tutti siete invitati a questa sfrenata esibizione di crocette, pallini e quadrettini! Docenti, studenti, genitori, personale ata, personale in esubero, personale di bordo, presidi e presidiati, giornalisti, giornalai, disoccupati, troppoccupati, preoccupati… Venite tutti a vedere, venite tutti in strada, incontriamoci,  conosciamoci, quizziamo un poco insieme.

Un gruppo di somministratori precari di professione, sotto l’esperta guida senza patente dell’illustre chiarissimo Dottor Professor D’Ottone Bottone Del Pantalone, vi mostrerà come quando e perché una crocetta non è solo una crocetta, l’Italia va agli EUropei e le chiacchiere stanno a zerozero … come la farina.

GIOVEDÌ 10 MAGGIO ORE 15,00

VIA DE’ CASTAGNOLI 1
C/O USP BBOLOGNA

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ALUNNI DISABILI E DOCENTI DI SOSTEGNO:

INVISIBILI ALL’INVALSI

Siamo docenti specializzati di sostegno che da anni lavoriamo nella scuola pubblica italiana.

Abbiamo letto la “Nota sullo svolgimento delle prove Invalsi per gli alunni con bisogni educativi speciali” e non abbiamo intenzione di rimanere in silenzio di fronte alla sospensione dei diritti di integrazione scolastica riconosciuti dalla legge 104/92 ai nostri alunni.

Dal 1971 la scuola e la società italiana hanno intrapreso un lungo percorso di trasformazione che ha portato alla chiusura delle scuole speciali e all’abolizione delle classi differenziate rendendo effettivo il principio costituzionale che “la scuola è aperta a tutti”. E se la scuola di una volta non riusciva a prendersi cura di ogni bambino, abbiamo cambiato la scuola, perché avere un compagno di classe disabile è importante per tutti: per lui, per i suoi amici e per la nostra società che impara dai loro figli che ognuno di noi ha esigenze e capacità speciali che non possono essere standardizzate.

Noi docenti di sostegno siamo consapevoli di essere un’anomalia nel panorama educativo europeo, un’anomalia incomprensibile all’Invalsi, perché siamo il segno tangibile di un modello di scuola e di società che ha scelto la strada dell’integrazione. Per la scuola italiana, infatti, “gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti (L 104/92)”. Insomma siamo in tutto e per tutto insegnanti della classe.

Cosa pretende invece l’INVALSI?

Solo il Dirigente Scolastico potrà decidere se tenere in classe o meno l’alunno con “bisogni educativi speciali”.

I compiti dei nostri studenti (compresi gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento) verranno segnalati e non rientreranno nelle valutazioni dell’Istituto perché “non standardizzabili”.

In ogni caso il docente di sostegno dovrà uscire dalla classe.

L’INVALSI, con la somministrazione dei propri test a crocette, pretende di fotografare la scuola italiana in modo oggettivo. Peccato che la foto che ci restituisce ha tanti buchi.

Si, perché cancella i circa 200.000 alunni disabili che frequentano la scuola pubblica statale e con loro i docenti di sostegno specializzati che li accompagnano nel percorso educativo di ogni giorno, riportando l’immagine della scuola italiana indietro di almeno 40 anni!

Per questo, noi docenti di sostegno qualora venissero somministrate le prove:

non usciremo dalle classi di cui siamo contitolari

non allontaneremo l’alunno/a disabile dai suoi compagni di classe

non somministreremo al nostro alunno/a il Questionario dello studente e inviteremo i nostri colleghi della disciplina a fare lo stesso con l’intera classe.

Invitiamo tutte/i a stampare e diffondere questo appello!

No alla scuola standardizzata!

No alla scuola che divide!

No all’Invalsi!

Coordinamento Precari Scuola Bologna

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