Tunisia / Ancora in piazza


Raduni ieri a sostegno dei diritti delle donne e dei partiti della sinistra e del sindacato contro la corruzione. Si punta il dito contro il vecchio partito al potere, Rcd.

09 agosto 2011 - 18:25

di Irene Panighetti

Tunisi, 08 agosto 2011, Nena News – Il Ramadan e la calura non addormentano la società civile tunisina: nella capitale oggi due presidi hanno ricordato all’opinione pubblica e ai mezzi di informazione gli urgenti problemi che assillano il paese. Da un lato i diritti umani, nello specifico quelli delle donne: questa mattina il consiglio dei ministri aveva in programma la discussione delle riserve che la Tunisia ha emesso verso la Convenzione internazionale per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, la Cedaw. Una serie di associazioni femminili, dalle donne democratiche al Fronte delle donne per l’uguaglianza, hanno indetto via facebook un sit in di fronte al palazzo del governo. Raggiunte da attivisti di altre realtà, dalla lega per i diritti umani al partito Ettajdid, diverse decine di donne ha chiesto a gran voce di ritirare le riserve e di riconoscere alle donne tunisine pari diritti in ogni campo, non da ultimo il diritto ad un’equa ripartizione dell’eredità. Una delegazione è stata ricevuta da funzionari del governo provvisorio, che si sono impegnati, solo verbalmente, ad istituire una commissione ad hoc sulle questioni sollevate. Una risposta che non ha soddisfatto le manifestanti, che riproporranno la tematica in occasione di un evento culturale che hanno organizzato per il 12 agosto, per ricordare l’emanazione dello statuto personale da parte di Bourghiba, avvenuta 13 agosto 1957; uno statuto considerato progressista e aperto verso le donne.

Da un’altra parte di Tunisi, nella centralissima avenue Bourghiba, un insieme di partiti di sinistra con il sindacato Ugtt si è ritrovato per un sit in di sensibilizzazione e protesta contro la corruzione, che dilaga ancora in tutto il settore della giustizia: sotto accusa nello specifico la liberazione di alcuni altri rappresentati del vecchio regime avvenuta di recente, tra cui quella del vecchio ministro dei trasporti Abderrahim Zouari arrestato il 13 aprile per corruzione e rilasciato la settimana scorsa. I manifestanti puntano il dito anche contro il vecchio partito al potere, Rcd, che occupa ancora posti importanti nelle istituzioni e che non ha affatto smantellato il suo apparato tentacolare che attanaglia molti settori della vita sociale. Non da ultima è stata fortemente criticata la polizia politica, che, a detta dei manifestanti, continua con gli arresti arbitrari e le torture. In questo clima rovente infine il 10 si svolgerà il processo a Ben Alì, che, a differenza di Mubarak, non sarà in aula poiché ancora rifugiato all’estero. Un processo da molti considerato come una farsa o come un inutile sceneggiatura ad uso e consumo dei media e della comunità internazionale. Nena News

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