Tunisia / Tunisi, da oggi sei giorni di meeting universitario internazionale


Comunicato di Bartleby: “la scommessa di costruire un piano trans-nazionale dei conflitti”

13 maggio 2011 - 12:40

Meeting all’universita’ di Tunisi- dal 13 al 18 maggio

Le lotte e i tumulti che si alzano poderosi nel maghreb ci parlano di una composizione della forza lavoro altamente scolarizzata e con molti saperi e competenze, che si trova a vivere il dramma della disoccupazione e del declassamento, tanto da leggere dai reportage dalla tunisia che il benzinaio vicino casa ha un dottorato in matematica o spesso chi fa le pulizie oltre ad avere una laurea parla correntemente tre lingue. Questa situazione ricorda molto da vicino un brunetta o sacconi che non perde giorno a dire ai giovani italiani quanto bisogna apprezzare e ritornare ai lavori umili, unico sbocco lavorativo anche per chi ha alle spalle anni di formazione.

Insomma sembra palersarsi un terreno comune che, pur tra le enormi differenze, vede uno spazio euromediterraneo caratterizzato da un sistema economico che continuamente e’ punto di blocco rispetto a delle forze produttive che lo eccedono.

Il vento di queste rivolte ci permette di tornare a parlare di un potere costituente che in una situazione aperta e in divenire punta a degli esperimenti autogestionari e di creazione di istituzioni autonome proprio come in tunisia ad esempio, dove il sindacato si è aperto alle lotte dei precari, dei disoccupati e degli studenti, dove insomma l’unico orizzonte non è la creazione di un potere costituito (democrazia) come quello occidentale, ma anzi vive continuamente una tensione alla critica radicale dei meccanismi della rappresentanza, e dove il concetto di democrazia diventa un campo di battaglia che va sempre spinto verso la sua forma piu’ assoluta, radicale e vicina all’autogoverno.

In questo quadro l’11 febbraio un meeting europeo di oltre cento realtà universitarie da tutta europa si è riunito a Parigi, decidendo di dare il via ad un network dal nome Knowledge Liberation Front che ha deciso di lanciare un meeting euromediterraneo all’università di tunisi.

Alcuni degli inerventi più applauditi sono stati proprio quelli di uno studente tunisino da poco in francia per studio, che ha raccontato con entusiasmo le mobilitazioni dall’altra sponda e la necessità che si intreccino con tutto il ciclo continentale che questo autunno ha visto da Londra a Roma, da Parigi alla Grecia un movimento che si batte contro l’austerità imposta dai piani di speculazione finanziaria, il taglio del welfare e più in generale i tentativi di scaricare i costi della crisi interamente sulle fasce piu deboli e sfruttate.

Proprio per dare corpo a questa prospettiva si è deciso di costruire un meeting a Tunisi, che non esprima solo la nostra solidarietà ma lanci la scommessa di costruire un piano trans-nazionale dei conflitti, perchè siamo convinti che solo su questo piano si possano costruire degli adeguati rapporti di forza ad un capitale ormai intimamente globale, che vince già in partenza se il campo delle lotte rimane quello angusto dello stato-nazione.

Per costruire tutt* insieme questa scommessa vogliamo dare vita a giorni di inchiesta e partecipazione alle lotte tunisine, che partendo dalla piega tra università e metropoli, tra saperi e lotte rimetta in discussione un presente da cambiare e apra ad un futuro da riconquistarci!

Bartleby (Bologna)

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