Troppe proteste in Consiglio, il Comune chiude l’accesso


Una sorta di “Stasi bipartisan” ha annunciato per il 2010 un filtro più severo per l’accesso alla sala consiliare di Palazzo d’Accursio

28 dicembre 2009 - 17:30

Ci sono troppe proteste in Consiglio Comunale? Buon senso vorrebbe che si guardasse alle ragioni che le muovono, invece a Bologna, con un accordo trasversale, si cercherà di tenere distanti i cittadini dall’aula consiliare di Palazzo d’Accursio.
Infatti, prendendo a pretesto i troppo blitz che metterebbero a rischio, oltre al regolare svolgimento dell’assemblea elettiva, anche le mostre ospitate nella sala d’Ercole al primo piano del Palazzo, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale ha deciso di adottare un “rassicurante” provvedimento: chiudere il grande varco d’accesso all’aula, nei giorni in cui il Consiglio si riunisce.
A comunicarlo sono stati oggi il presidente e il vice presidente del consiglio comunale, Maurizio Cevenini (PD) e Paolo Foschini (PDL), nella tradizionale conferenza stampa di fine d’anno. Stigmatizzando “l’abitudine delle proteste consiliari che riguardano il Comune oppure no”, Foschini ha detto che le manifestazioni “sarebbe meglio si mantenessero nei canoni di una protesta ordinata e limitata a pochi e gravi casi, e non con funzioni ricattatorie del tipo ‘riprendete i lavori solo se ci venite incontro'”.
Da questa curiosa tesi, discende la decisione, che sarà operativa dalla prima seduta del 2010, di chiudere l’accesso alle mostre in Sala D’Ercole (mentre restano aperti i musei al secondo piano di Palazzo D’Accursio). Il presidente Cevenini l’ha giustificata così: “Lo abbiamo deciso sia per proteggere le esposizioni, sia per consentire un migliore filtraggio dei visitatori che intendono seguire i lavori del consiglio comunale”.

Il commento che ci sembra più opportuno è questo: che schifo!… neanche il peggior Cofferati era arrivato a tanto (e a lui non è che le proteste in Consiglio piacessero tanto).

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