Tpo “pignora” Equitalia


Gli attivisti del centro sociale, indossando maschere di Lupin, entrano negli uffici di Piazza Liber Paradisus e portano all’esterno arredamenti e computer.

13 giugno 2012 - 12:43

Questa mattina verso le 10:30 decine di attivisti hanno invaso la sede di Equitalia in Piazza Liber Paradisus, dove l’agenzia di riscossione ha i suoi uffici pubblici.  Con le facce coperte da maschere di Lupin hanno smontato l’arredo della sala portando all’esterno sedie, tavoli, banconi e terminali di computer, macchine eliminacode, piante e perfino portaombrelli, sistemando il tutto nel parcheggio all’esterno.

Dal megafono hanno spiegato che “quella di oggi è stata una iniziativa di molti cittadini precari e indebitati che ritengono Equitalia che fa profitti sulla gestione del debito e chiedono invece la cancellazione del debito e la chiusura di Equitalia”. Dentro la sede un lungo striscione con scritto “Diritti contro austerity” e numerosi cartelli appesi sui vetri recitavano: “Chiuso per indegnita’”, “Licenziamo Monti”,  “Basta strozzini”,  “Default collettivo”, “Reddito di cittadinanza”,  “Equitalia strozzini”. L’azione di oggi si inserisce nelle iniziative organizzate in vista dell‘arrivo del premier Monti, atteso per sabato a Bologna e della mobilitazione di domani a Roma contro il Ddl Fornero e la politica del governo.

> Il comunicato diffuso dopo l’iniziativa:

sMONTIamo Equitalia

La sede bolognese di Equitalia è stata smontata questa mattina da decine di cittadini precari e indebitati che ritengono che Equitalia faccia profitti sulla gestione del debito e chiedono invece la cancellazione del debito e la chiusura della sede.

Muniti di cartelli, striscioni, maschere di Lupin, i manifestanti sono entrati nella sede di Equitalia e hanno portato all’esterno dell’edificio sedie, tavoli, computer, piante, portaombrelli, bacheche.

Esposti fuori e dentro Equitalia cartelli con scritto: “Licenziamo Monti”, “Chiuso per indegnità”, “Reddito di cittadinanza”, “Equitalia strozzini”, “Diritti contro austerity”.

Equitalia è ingiusta e va chiusa e smontata all’istante perchè agisce come un’impresa privata di recupero crediti, non ha scrupoli, riduce migliaia di cittadini alla povertà, alla disperazione per mancanza di denaro.

L’azione di smontaggio di Equitalia è stata pacifica e tutto si è svolto senza tensioni, senza incidenti, e, come si evince da video e foto, non c’è stato alcuno spintone nei confronti di dipendenti degli uffici, come erroneamente riportano i giornali. Ed è inaccettabile che vengano fatte dichiarazioni di questo tipo, che vogliono solo criminalizzare ogni forma di dissenso. Alcuni cittadini in attesa agli sportelli hanno mostrato solidarietà e partecipazione all’iniziativa.

In un periodo di crisi nera, mentre imprese e servizi falliscono, mentre la precarietà diventa intergenerazionale e condizione diffusa, quando i giovani cercano inutilmente lavoro e i “meno giovani” lo perdono, mentre tagliano le pensioni, mentre il costo della vita sale vertiginosamente, il governo dovrebbe chiudere Equitalia e impegnarsi nella creazione di istituti pubblici di mediazione che annullino i debiti anzichè aumentarli.

La scelta di affidare ad Equitalia il recupero crediti, di finanziare questi parassiti delle nostre vite, non si giustifica in alcun modo.

E’ inutile che Monti si appelli a una politica di sacrifici o all’Unione Europea in nome della coesione nazionale. La verità è che Equitalia ci ruba la vita e che è arrivato il momento di scegliere da che parte stare.

Da una parte l’umanità, la cooperazione, il fare comune, dall’altra parte le barbarie, la speculazione, i ricatti, la gestione dello shock.

Attorno al debito, all’interno dell’eurozona in crisi, è stato organizzato l’attacco alle condizioni di vita di milioni di persone. È chiaro il tentativo di costruire un nuovo ordine di politica basata sul debito, che diventa elemento normativo sulle nostre vite. Un debito che non è stato contratto da noi ma da banchieri, possessori della rendita, istituti della finanza, governi e opposizioni, parlamenti senza alcuna legittimità, una casta che con le sue scelte scellerate e consapevoli fa pesare la crisi sulle nostre vite.

Il governo Monti dovrebbe fare scelte a favore di precari, disoccupati, lavoratori, partite IVA, migranti, creando un nuovo modello di welfare, estendendo diritti e non cancellandoli.

Siamo di fronte a una situazione inaccettabile, per questo riteniamo che smontare Equitalia sia una atto di giustizia sociale: dovremmo farlo tutti ogni giorno, perchè la solidarietà sociale vince contro il cinismo di speculatori e governi tecnici.

Abbiamo smontato la sede di Equitalia a Bologna, vogliamo chiudere Equitalia e ragionare insieme su istituti di mediazione che annullino i debiti.

Alle politiche di austerity, alla cancellazione dei diritti, alle restrizione degli spazi di libertà, all’impoverimento generalizzato, alla precarizzazione diffusa, agli investimenti sulle grandi opere inutili a discapito di un modello di sviluppo sostenibile, vogliamo rispondere, esprimendo forte un desiderio di trasformazione.

Il 14 giugno saremo a Roma contro l’approvazione del DDL Fornero e il 16 giugno a Bologna per una giornata di dissenso contro Monti, invitato all’Arena del Sole per il “festival delle idee” de la Repubblica.

Siamo convinti che non si possa rimanere fermi: c’è bisogno di aprire spazi di dissenso e radicalità in questo paese.

In tutta Italia e a Roma ci rimettiamo in movimento, per “esonerare il commissario tecnico” Monti, per riprendere in mano il nostro futuro!

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