Tpo contro la Questura: “Rimpatri illegittimi”


Oggi presidio nel cortile dell’ufficio Immigrazione di via Bovi Campeggi: ai due tunisini espulsi ieri “negato anche il diritto di difendersi”.

20 aprile 2011 - 18:05

“No ai respingimenti” e  “Permesso per tutti”. Sono alcuni degli slogan che hanno accompagnato il presidio che il Tpo, stamattina, ha effettuato con un’incursione nel cortile dell’Ufficio immigrazione della Questura in via Bovi Campeggi. Con megafono e cartelli, gli attivisti del centro sociale hanno continuato la protesta contro le espulsioni cominciata ieri dopo che due tunisini, detenuti al Cie dallo scorso 12 febbraio, sono stati rimpatriati.

> Il comunicato del Tpo:

Gli avvocati hanno potuto visionare soltanto una parte dei fascicoli relativi ai propri assistiti, dal momento che altri dossier importanti erano ancora al Cie nonostante i legali avessere richiesto di accedere agli atti. Dalla lettura del fascicolo e dal colloquio con i dirigenti dell´Ufficio Immigrazione emerge che la Questura ha ritenuto inammissibili le istanze di permesso di soggiorno depositate sabato dai legali per conto dei sei ragazzi tunisini rinchiusi nel Cie, rigettandole prima di condurre l´istruttoria e negando così il diritto al procedimento amministrativo e l´intervento della difesa legale. Si è appreso che i sei ragazzi sono stati denunciati per “danneggiamento aggravato  durante le proteste del 2 marzo”, ma nessun resoconto o verbale dei fatti avvenuti il 2 marzo è stato rinvenuto nel fascicolo. Tale denuncia costituirebbe per la Questura il motivo ostativo non tanto a concedere il permesso di soggiorno ma a riceverne l´istanza. La decisione di predisporre in tutta fretta il rimpatrio verso la Tunisia si conferma quindi strumentale e priva di legittimità, ma anche frutto della discriminazione subita da quei cittadini tunisini che per primi sono giunti a Lampedusa, nella prima metà di febbraio. Sono circa 2000 i provvedimenti di respingimento dichiarati dal Prefetto di Agrigento, che procedeva in tal senso considerando illegali i migranti arrivati dalla Tunisia. Per questi si è proceduto alla detenzione amministrativa nei Centri di Detenzione ed Espulsione, diversamente dai migranti arrivati successivamente e confinati a Lampedusa. Secondo la Questura di Bologna il provvedimento di respingimento notificato all´arrivo in Italia giustificherebbe infatti la sollecita esecuzione del rimpatrio forzato con cui è stata cancellata la garanzia della difesa legale impedendo ai legali di attivarsi ed impugnare il rigetto dell´istanza del permesso di soggiorno.

Cs Tpo

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