Incursione nel Cie di via Mattei, contatti telefonici con i migranti rinchiusi. Poi entra una delegazione [diretta+video+foto+audio]


Gli attivisti sono tra inferriata e muro di cinta, riferiscono di momenti di tensione con esercito e forze dell’ordine. I migranti rinchiusi riescono a parlare telefoncamente con gli attivisti.

01 marzo 2011 - 11:49

> Ascolta il racconto di una attivista del blitz al Cie:

> Le fotografie di Michele Lapini:


> Ore 15:30

Durante la protesta gli attivisti del Tpo hanno scandito più volte al megafono un numero di telefono invitando i migranti rinchiusi nel Cie a mettersi in contatto con loro. Un ragazzo tunisino è riuscito a chiamare  e ha raccontato ” di proteste che vanno avanti da giorni, di nuovi arrivi dalla Tunisia e di un numero di persone superiore alla capienza del centro, tanto che molti sono costretti a dormire per terra”. Molti di loro, continua un’attivista, non sono mai stati in carcere nel loro Paese e non riescono a capire come mai, appena arrivati in Italia devono essere rinchiusi in quello che e’ a tutti gli effetti un carcere.

> Ore 14,55
Una delegazione con i consiglieri regionali Sconciaforni e Meo, insieme ad un’attivista di Ya Basta, è entrata all’interno del Cie. Le forze dell’ordine intanto stanno rimuovendo i blocchi posti tutto intorno alla struttura. All’esterno, oltre all’incursione di Tpo e Rete Welcome, si è svolto anche un altro presidio antirazzista.

> Ore 14,30
I manifestanti, ci racconta il nostro inviato in via Mattei, sono riusciti ad ottenere da Prefettura e Questura la possibilità di allontanarsi dal Cie senza essere identificati. Il presidio quindi si sposterà davanti all’ingresso principale del Cie, così da fare entrare una delegazione. Il Tpo dà ai migranti reclusi la disponibilità per l’assistenza legale gratuita. Gian Marco del Tpo: “Si riapre la lotta per la chiusura dei Cie e contro il legame tra lavoro e permesso di soggiorno. Vogliamo una legge per l’asilo europeo per tutti coloro che si sono ribellati nel mediterraneo. Ora usciamo portando in corteo le scale che abbiamo usato per entrare qui”.

> Ore 14,15
Gli attivisti del Tpo e della Rete antirazzista Welcome continuano ad occupare l’area tra la cinta esterna e la cancellata interna del Cie di via Mattei. I manifestanti spiegano che in un primo momento una gruppo è riuscito a superare anche il secondo sbarramento, ma a quel punto è scattata una carica da parte dei militari che presidiano la struttura. I migranti rinchiusi all’interno hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, che a quanto si apprende hanno risposto con i manganelli anche nei loro confronti. Dall’edificio principale del Cie si sono levate alcune colonne di fumo. La zona è completamente circondata dalla Polizia, che filtra l’accesso identificando chi cerca di avvicinarsi. Si tratta per far entrare una delegazione, a cui prenderebbero parte anche i consiglieri regionali Sconciaforni (Federazione della sinistra) e Meo (Verdi).

> Ore 12
Un centinaio di attivisti del centro sociale Tpo e della Rete antirazzista Welcome hanno comunicato alla stampa, poche decine di minuti fa, di essere all’interno dell’area del Centro di Identificazione ed Espulsione di via Mattei, tra il muro di cinta e l’inferriata.
«La situazione è tesa», dice uno dei manifestanti raggiunto al telefono da Zeroincondotta, «ci sono già stati tafferugli con Polizia, Carabinieri e Esercito». I migranti chiusi all’interno hanno iniziato a gridare e lanciare oggetti in direzione delle forze dell’ordine, ed è stato dato fuoco a materassi e lenzuola.
Dagli attivisti l’invito a raggiungere in tanti l’esterno del Cie (ferrovia Suburbana fermata Roveri, bus 89-99 fermata Caserma Chiarini, 14A fermata Barelli)
L’azione si inserisce nell’ambito delle “Giornata senza di noi“, sciopero dei e con i migranti

> Il video inviato dall’interno del Cie:

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