Teatro comunale a rischio chiusura


Nonostante l’aumento della produzione i tagli del Fus dal 2010 porteranno a una situazione inaffrontabile.

24 novembre 2009 - 16:23

Il Teatro Comunale di Bologna potrebbe vedere il suo ultimo atto già nel 2010 se la situazione non verrà modificata. A fronte di un aumento del 33% della produzione nel 2009 e a un calo dei costi produttivi da sette a cinque milioni tra 1997 e 2008 grazie alla Scuola dell’opera (artisti, cantanti, registi e scenografi giovani), i tagli previsti dal Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) non permetteranno di tenere aperto il teatro. Non solo infatti molti finanziamenti statali non sono mai arrivati (dei 15 milioni promessi ne mancano ancora 1,7 milioni) causando lo sbilancio di 4,7 milioni nei conti teatrali, ma le stime sul taglio del Fus prevedono che il fondo nel 2010 scendera’ a 13,6 milioni e nel 2011 piombera’ a 9,9 milioni. Il sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna afferma che quella che si ha di fronte “non e’ una prospettiva tollerabile”, la situazione “e’ critica, non solo a Bologna, ma anche livello nazionale. Tutti i teatri rischiano di chiudere”, tranne la Scala e il Massimo di Palermo.

L’aumento produttivo consentirà a Bologna di guadagnare punti in piu’ nell’assegnazione del Fus (dal 6,1 al 6,8%) a cui corrispondono circa 400.000 euro in piu’ e anche i finanziamenti da parte dei privati migliorano la situazione che resta tuttavia grave e che vede come punto nevralgico gli stipendi di chi lavora in teatro, poichè come dice Tutino ai sindacati “Nel 2004 il costo del personale e’ cresciuto da 14 a 17 milioni di euro io non ho piu’ i mezzi per rifare quell’accordo perche’ le risorse sono finite. E me lo dice il ministro”

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