Tariffe comunali: dall’1 aprile scattano gli aumenti


Una sintesi dei rincari decisi dal commissario Cancellieri e la posizione di Usb, che parla di “macelleria sociale” attaccando Cgil, Cisl e Uil.

03 marzo 2011 - 19:03

Scatterano a partire dall’1 aprile i rincari su nidi, mensa, trasporto scolastico e altre tariffe comunali. L’ufficialità è arrivata oggi al termine del confronto tra il Comune di Bologna e Cgil-Cisl-Uil, che non hanno solo ottenuto un rinvio di un mese visto che il commissario Anna Maria Cancellieri era intenzionata a far entrare in vigore gli aumenti da subito.

Per avere un’idea dell’effetto dei rincari, basta guardare le tabelle con i nuovi costi dei servizi per l’infanzia licenziate oggi dalla giunta comunale insieme alle delibere con le nuove tariffe. Ad esempio, gli aumenti porteranno una famiglia con Isee appena superiore ai 25.000 euro (da 25.177 a 25.565) a sborsare 442,96 euro al mese per tenere il bambino al nido con tempo pieno.

Per quanto riguarda la materna, per ogni anno di iscrizione, a partire da settembre 2011 le famiglie dovranno pagare una quota d’iscrizione, ad eccezione dei nuclei che fanno segnare un redditometro sotto i 17.000 euro: per i redditi piu’ alti la quota supera i 200 euro fino ad un massimo di 250 euro per i redditi oltre i 90.227 euro. Novita’ da settembre anche per gli utenti dei nidi: chi rinuncera’ all’orario pieno e andra’ a prendere il bambino entro le 16.30 avra’ uno sconto di circa il 10% sulla tariffa. Per quanto riguarda la mensa scolastica, la tariffa massima scatta poco sopra i 20.000 euro di Isee: la quota mensile corrispondente e’ di 124,80 euro, quella a pasto e’ 6,24. Questi aumenti si aggiungono naturalmente agli altri decisi con la manovra e non toccati dalla trattativa sindacale, come il 5% sulla Tarsu.

Ci sono poi gli aumenti per la sosta: parcheggiare sulle strisce blu costera’ in media il 20% in piu’ (ad esempio un’ora di parcheggio all’interno della Cerchia del Mille passa da due euro a 2,40 l’ora).

> Il comunicato di Usb:

IL BACIAMANO ALLA CANCELLIERI DI CGIL-CISL-UIL

Firmato un accordo di macelleria sociale con il Commissario Governativo

Il testo firmato, questa notte, dalla Cancellieri e da CGIL-CISL-UIL contiene l’esplicita condivisione alle politiche strutturali di riforma del welfare e dei servizi comunali che caratterizzano la visione liberista che tradiscono gran parte della storia della nostra città. Un testo che, nella sua essenza, ci era stato già sottoposto un mese fa e che non abbiamo mai condiviso, né ritenuto firmabile.

Tradotto dal “sindacalese spinto”, troviamo i seguenti punti:

– beni immobili pubblici: valorizzazione e alienazione (vendita) del patrimonio immobiliare del Comune e delle ASP;

– tassa rifiuti: aumento della TARSU (rifiuti) del 5%;

– tariffe: posticipo da marzo ad aprile dell’aumento delle tariffe dei servizi educativi e scolastici (nidi, refezione scolastica ecc);

– nidi comunali: via libera per l’utilizzo del “project financing” per i nidi (privatizzazione dei servizi alle coop) basta che, per loro, ci siano delle “garanzie” di trasparenza e di qualità;

– servizi educativi e scolastici (nidi e materne): “flessibilità e articolazione delle risposte” cioè riduzione e modifiche degli orari dei servizi, “ottimizzare l’utilizzo delle risorse umane” cioè ridurre il personale e modificare in peggio il rapporto educatori/bambini;

– assistenza anziani: di fronte al netto taglio dei servizi per anziani, si da il via libera all’utilizzo di soldi pubblici per le badanti (in sostituzione delle assistenti domiciliari che costano di più, con un taglio di 60-80 mila ore in meno di assistenza) e al volontariato;

– centri diurni per anziani: devono essere “saturati” (chiusura di centri diurni a partire dalle aperture al sabato, concentramento e spostamento degli anziani da quartiere a quartiere);

– politiche del personale: “revisione organizzativa delle modalità di erogazione dei servizi alla persona e al cittadino” cioè mano libera alla ristrutturazione del personale (occupazione e indennità di turno), nessuna garanzia sul salario accessorio, però c’è l’impegno ad essere “partecipativi” con i lavoratori che subiranno gli interventi di maggiore impatto per fargli “ingoiare” il rospo.

L’unica “grande conquista” di CGIL-CISL-UIL è lo slittamento di un solo mese dell’aumento delle tariffe, mentre rimane la nuova tassa sulle scuole materne: come USB riteniamo che aumenti in corso dell’anno siano di dubbia legittimità.

Aver deciso di non rompere con la Cancellieri serve a dare solo credibilità ad un commissario prefettizio che sta smantellando la macchina comunale.

La responsabilità che si assumono i firmatari è enorme, perché dietro al
sostegno alle politiche del commissario si nascondono molte cose non dette
nell’accordo:

– licenziamento di centinaia di precari dei servizi educativi e scolastici (la riorganizzazione);

– diminuzione del salario ai dipendenti comunali (il taglio sulle spese è di 9 milioni di euro);

– privatizzazioni dei nidi e welfare (con appalti a coop e associazioni di volontariato legate agli stessi sindacati firmatari), l’aumento e l’estensione, a servizi finora gratuiti, delle tariffe su base ISEE (in preparazione una direttiva regionale sull’adeguamento dei costi);

– introduzione, con la firma della CGIL, di un sistema di relazioni sindacali alla “Marchionne” che prevede tavoli di confronto solo con i firmatari dell’accordo.

Per noi i primi appuntamenti di contrasto a questa manovra sono: l’assemblea generale dei dipendenti comunali del 10 marzo e lo sciopero generale di venerdì 11 marzo.

Usb Bologna

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