A Marzo saranno licenziate tutte le dipendenti dello stabilimento di Faenza. Il collettivo femminista Mujeres Libres, in risposta ad un appello nazionale alla mobilitazione, dà appuntamento Sabato 28 gennaio alle 16 in via Indipendenza 8
Una serie di dati, raccolti da diverse ricerche effettuate nel capoluogo emiliano, dimostrano inconfutabilmente che la crisi continua il suo costante lavoro di macelleria sociale.
Dopo settimane di proteste dei lavoratori, l’amministratore delegato ha ritirato ieri il piano industriale che prevedeva la chiusura di due stabilimenti e oltre 2500 esuberi
Annunciato taglio del 30% dei posti di lavoro. Cariche e feriti a Genova, dove chiuderebbe Sestri Levante e sarebbe ridimensionato Riva Trigoso. Nel mirino anche lo stabilimento di Castellammare di Stabia (Na): occupato e danneggiato municipio.
Comunicato del sindacato di base dopo il blitz alla sede elettorale: “Cancellieri ha fatto il lavoro sporco per chi la sostituirà a Palazzo d’Accursio”
Si potranno riattivare i macchinari. In mattinata i lavoratori in presidio davanti al Tribunale avevano contestato veementemente un manager dell’azienda
La denuncia: “lavoro nero, lavoro irregolare, mobbing, molestie, contratti atipici, licenziamenti per rappresaglia e ritorsioni, intermediazione illegittima di manodopera” tra i dipendenti del sindacato confederale
Nell’ambito degli stati generali della precarietà, «per la costruzione unitaria e dal basso di tutte le prossime mobilitazioni contro le scelte di governo padroni e sindacati corrotti»
Ieri incontro con i rappresentanti dei lavoratori, le Fs sono determinate a chiudere lo stabilimento bolognese: 600 i lavoratori coinvolti.
Riceviamo e pubblichiamo il volantino che un gruppo di lavoratori dell’Alcisa e della Titan e di residenti, costitituitisi nel Comitato Autorganizzato di Zola e Casalecchio, stanno distribuendo in questo periodo contro l’esito dell’accordo alla Fini.
Allarme lanciato dalle Rsu, che dietro l’operazione delle Fs vedono una speculazione immobiliare. E i lavoratori dell’Officina già devono fare i conti con l’esposizione all’amianto e i ritardi burocratici.
Si incatenano davanti al Palacongressi di Rimini per denunciare i licenziamenti decisi dal sindacato.