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Eredità delle mobilitazioni del 2008-2009, è stato cancellato nel silenzio d’agosto. L’Università di Bologna è anche quella degli studenti che a migliaia scesero in piazza con l’Onda, ma la crociata anti-graffiti non fa certi sconti.
La distanza tra due città misurata in tre mosse: street art, trasporti, vita notturna.
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Il comune commissariato, non pago di aver convinto i cittadini a pulire i graffiti gratis, si inventa la ritinteggiatura ginnica. E la crisi avanza
Ripulendo i muri di piazza Aldrovandi, spunta un “reperto” che in effetti era un peccato fosse nascosto alla vista dei passanti.
Ci sarà anche la campagna anti-graffiti, ma intanto piazza Verdi (occupata ieri contro l’inchiesta Rewind che ha colpito gli studenti dell’Onda) manda un messaggio antifascista e ricorda che “all cops are bastards”.
Dice l’Acer che non ci sono i soldi per ristrutturare gli appartamenti vuoti. Intanto spende 50.000 euro, ma per la campagna anti-graffiti.
Fermate dalla Digos, la notte scorsa, in zona universitaria.
Prosegue la crociata anti-graffiti del commissario, che adesso vuole coinvolgere nella “battaglia” cittadini volontari e studenti delle scuole.
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L’ennesimo annuncio di piani faraonici per i muri puliti, e una minaccia: prima dell’estate controlli a tappeto sui locali