Arriva il presidentissimo. Sventolino le bandierine. Niente sia fuori posto. Nulla faccia pensare che quacosa non va. Nulla ricordi a nessuno che, subito dietro i muri imbiancati di fresco, ci sono perfino tracce di realtà.
Fermati dalla Polizia municipale con l’accusa di aver tracciato la scritta su un muro di via Zanolini.
Comunicato di BolognaPrendeCasa: “Ci auguriamo che su tutti i muri di Bologna compaiano scritte, murales, graffiti, che parlino delle battaglie per il lavoro, la casa e i diritti”.
.
Il comunicato e le foto diffuse dal Cua dopo che un disegno in ricordo di Vik, realizzato due sere fa in piazza Scaravilli, è stato prontamente cancellato in nome di un presunto “decoro”.
C’è chi ogni notte crede di potersi far beffe del Commissario e dei suoi uomini. Ma ha le ore contate.
A causa del nuovo regolamento di polizia urbana, un ventisettenne spezzino che lasciava la sua tag “Miro” sorpreso dai vigili in Largo Respighi potrebbe pagare un conto salatissimo.
Ancora un giro di vite da parte del commissario del Comune. Che non perde occasione per rilanciare quella che sembra l’unica cosa ad interessarla davvero: la campagna anti-graffiti, neanche a dirlo.
L’Ufficio Scolastico Regionale straparla di un progetto «educativo e didattico»
.
Lo aveva proposto un leghista, ora finiano, lo scorso aprile, adesso la Provincia lo ha fatto davvero.
Cancellato ad agosto, il murale è tornato al suo posto in barba alla crociata anti-graffiti. Con un interessante particolare in più.