Il Consiglio di Stato del paese ellenico ha annullato lo stop alle trasmissioni del network pubblico Ert, deciso negli scorsi giorni dal governo Samaras.
Il movimento Blockupy annuncia la mobilitazione contro l’inaugurazione della nuova sede Bce nel 2014. “Ai nostri coraggiosi amici della Turchia: la vostra lotta è la nostra”.
Impedito il corteo principale di Blockupy con identificazioni e perquisizioni di massa, coinvolti gli attivisti bolognesi: “Vogliono impedire lo svolgimento di una manifestazione legittima e democratica”.
Dopo l’assedio della Bce sanzionati anche negozi e centri commerciali, tra cui Benetton, accusata della strage di Dacca. Poi manifestanti al terminal 1 dello scalo aereo per protestare contro i rimpatri dei migranti.
Primo obiettivo raggiunto per la protesta nella capitale finanziaria d’Europa. Un attivista: “Costruiamo la resistenza europea, solidarietà ai popoli la cui esistenza è minacciata dai programmi di austerità”.
Sommosse e roghi dopo l’omicidio di un 69enne da parte dalla polizia in un quartiere popolato in gran parte da migranti. E’ la miccia di una rivolta contro discriminazione, austerity e disoccupazione che dura da quattro notti.
Trentamila al corteo del precariato sociale per “reddito, diritti e cittadinanza”. Il governo di larghe intese? Serve a “salvare i profitti e le rendite delle imprese, riproponendo la formula dei sacrifici come unica via di uscita.”
Appello internazionale a partecipare alla seconda manifestazione “Blockupy Frankfurt” dal 30 maggio al 1 giugno e alle altre date di mobilitazione transnazionale contro la Troika a partire dal #15M.
Tredicesima edizione per il primo maggio dei precari. L’Esposizione del 2015 “significa debito, cemento, speculazione e precarietà. La nostra grande opera? Un reddito di base incondizionato per tutti”.
Scontri con la polizia, quindici arresti decine di feriti nella giornata convocata dalla “Plataforma En Pie” alla vigilia del voto parlamentare su nuovi tagli.
Giovedì 1 maggio’013 corteo cittadino con partenza da piazza Verdi alle 10. L’appello e le prime adesioni da parte di comitati, sindacati di base, centri sociali e collettivi.
Dichiarazione dei partecipanti all’incontro transnazionale dei movimenti del 18-20 aprile a Lubiana. Verso un nuovo 15 maggio di mobilitazione comune, con un occhio alla seconda Blockupy di Francoforte e alle piazze spagnole e portoghesi.