Stefano Cucchi, chiuse le indagini


Sparisce l’omicidio colposo: contestate solo lesioni e abuso d’autorità ai tre secondini. Imputazioni gravi per funzionari, medici ed infermieri coinvolti.

30 aprile 2010 - 21:23

(Dall’agenzia di Radio Onda d’Urto – Alcuni diritti riservati)

Sarebbe bastato un cucchiaio di zucchero per salvare la vita a Stefano Cucchi, ma i medici non glielo diedero, omettendo “volontariamente di adottare qualunque presidio terapeutico” nei suoi confronti. Oltretutto Flaminia Bruno, la dottoressa responsabile del reparto carcerario dell’ospedale Pertini di Roma, dove il ragazzo morì nella notte del 22 ottobre 2009, nel referto parlò di decesso per cause naturali, scrivendo quindi il falso. Sono questi alcuni degli esiti dell’indagine dei pm sull’omicidio del trentunenne geometra romano, arrestato il 16 ottobre per detenzione di stupefacenti, malmenato da tre secondini, a suon di calci e spintoni, nelle celle di sicurezza del tribunale, prima dell’udienza di convalida dell’arresto, e, quindi, deceduto al Pertini dopo cinque giorni di lenta agonia. I magistrati hanno chiuso oggi l’indagine, formulando diversi capi d’accusa per i 13 indagati. Lesioni e abuso di autorità, e non più omicidio colposo, per i tre agenti penitenziari; favoreggiamento, morte dovuta ad abbandono di incapace, abuso d’ufficio e falsità ideologica, a seconda delle singole posizioni, per dieci tra funzionari della pubblica amministrazione, medici ed infermieri del Pertini. Più pesanti dunque le accuse per i medici rispetto alla formulazione iniziale, più lievi invece quelle per i secondini. Da sottolineare l’azione di copertura sulle responsabilità delle guardie carcerarie, operata al momento del ricovero dal sanitario di turno, Rosita Caponetti, e da Claudio Marchiandi, funzionario del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria. “La ricostruzione della vita di Stefano in quei momenti è allucinante, ricorda la detenzione degli internati dei campi di concentramento di Auschwitz e di Dachau” ha commentato, Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi.

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