Speciale / Think back to Genova [audio+video]


Una poesia inedita di Roberto Roversi, un video con le immagini di Indymedia, le testimonianze di Chiara, Valerio e Antonello, i contributi del giornalista Alessandro Mantovani, dell’avvocato Simone Sabattini e dello scrittore Pino Cacucci.

19 luglio 2011 - 11:39

Dieci anni dopo. Genova e i beni comuni. Genova e le sfide mancate. Genova e la giustizia negata. Genova e il neoliberismo. Genova e Carlo. Genova e i media. Genova e diventare media. Genova e le parole di Genova. Genova e la Val di Susa. Genova e…

“Think back to Genova” attraverso le due serate che la scorsa settimana hanno animato lo spazio libero autogestito Vag61 di Bologna. Pubblichiamo il video realizzato con le foto sui giorni del G8 2001 di Indymedia, il testo della poesia inedita di Roberto Roversi dedicata a Carlo Giuliani e gli audio degli interventi registrati durante le due serate: le voci di Valerio e Antonello (Vag61), la testimonianza di Chiara, i contributi del giornalista Alessandro Mantovani (autore di “Diaz. Processo alla Polizia”), dell’avvocato Simone Sabattini (legale delle vittime della Diaz) e dello scrittore Pino Cacucci (tra gli autori di “Per sempre ragazzo”) che ripensa (a) Genova e alla stanchezza di “avere sempre ragione” spaziando dal Chiapas alla Val di Susa, dalle parole di Di Pietro in difesa delle forze dell’ordine alla rivolta del 14 dicembre a Roma.

> La poesia di Roberto Roversi:

Alla memoria di Carlo Giuliani

I giovani non devono morire
e la piazza piange e la città è in un silenzio turbato
non un’ombra è perita nel sangue
ma un giovane uomo che ha ancora la vita vera da vivere
lì, morto
il silenzio, le grida, violenza e ancora violenza
poi morte, solo morte
la città si consuma nel delirio delle mille voci
la vita di un giovanissimo si consuma
sull’asfalto, sul marmo, sui mattoni
e spegne il sangue, spegne la luce
un giorno, un giorno ancora di orrori
dove il barballio del cielo è reso nebbioso e consunto
dai colpi feroci, dagli spari feroci
tu corri e ti inseguo, tu spari e sei mio
il giorno, il giorno non tace
e gli anni, gli anni feroci sono arrivati
essi, essi non sono mai partiti
lì stanno, lì permangono, incalzano
e noi provvedere dobbiamo
per rendere il mondo, il mondo sempre più umano

> Guarda il video:

> Ascolta gli audio:

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