Spagna / Prove tecniche di piazza Tahrir?


Migliaia in piazza da domenica senza tregua contro politica e banche, corruzione e carovita.

19 maggio 2011 - 14:49

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Prove tecniche di piazza Tahrir anche in Europa?

Il suggestivo paragone con il principale teatro egiziano delle lotte antiMubarak, per quanto ancora prematuro, non può non venire in mente osservando quanto accade oggi in decine città della Spagna, devastata dalla crisi economica e con un tasso di disoccupazione giovanile che ha pochi eguali nel resto del pur malmesso mondo occidentale.

Denunciando le condizioni di vita sempre più dure create dalla crisi e dai successivi giri di vite decisi dal governo del premier socialista José Luis Zapatero, la disoccupazione oltre il 20%, la ‘collusione’ fra politici e banchieri, e chiedendo un sistema di democrazia partecipativa, a migliaia sono in piazza dallo scorso 15 di maggio. Sono in gran parte giovani lavoratori precari, spesso ora senza lavoro nè prospettive e autoribattezzatisi gli ‘indignados’.

Partita dal web e dalla piattaforma politica Democracia Real Ya, la mobilitazione ha portato per le strade disoccupati/e, precari/e, lavoratori e studenti, in un movimento intergenerazionale e trasversale dal punto di vista sociale e politico. Cuore di Democracia Real Ya è la contestazione alle “riforme antisociali” con cui Zapatero ha risposto alla crisi, sordo ai bisogni reali della popolazione: casa, lavoro, cultura, salute, educazione.

Cuore della protesta, che chiede esplicitamente “un’uscita sociale al capitalismo”, è Madrid, che ha visto martedì sera una seconda occupazione della centralissima Puerta del Sol, da dove solo ieri mattina i manifestanti erano stati sgomberati con la forza dalla polizia. I giovani, che si sono autoconvocati a migliaia attraverso le reti sociali del web e che si riconoscono nella piattaforma ‘Democracia Real Ya’, erano stati duramente caricati dalla polizia che tentava di sgomberare la piazza. 24 gli arrestati, di cui cinque minori. Dieci di loro sono attualmente ancora nelle mani della polizia, mentre i rilasciati hanno annunciato di voler denunciare la polizia per falsità e violenze.

Nonostante i numerosi giovani, il movimento “15 – M” ha annunciato di voler restare 24 ore al giorno nella celebre piazza madrilena fino alle elezioni amministrative e regionali di domenica prossima, dove i socialisti sono dati in disarmo. La rabbia della piazza contro le politiche socialiste fa il pari con la paura di un ritorno al potere della destra liberista e reazionaria, incarnata dal Partido Popular.

Per uscire da quest’impasse e da quello che definiscono negli slogan”il finto bipartitismo che non ci rappresenta”, la Puerta del Sol è stata invasa da migliaia di giovani, riuniti in ‘assemblea’, che hanno deciso per un presidio permanente 24 ore al giorno cantando fra l’altro “Non abbiamo casa, restiamo in piazza” e “Se non ci lasciano sognare, non li faremo dormire”. Da Puerta del Sol Mariangela Casalucci

Manifestazioni analoghe si tengono in altre decine di città spagnole, tra cui Valencia, Malaga, Cordoba, Siviglia, A Coruna, Granada (dove tre giovani sono stati arrestati per resistenza) e Barcellona, dove ai giovani si è aggiunta la Federazione degli Inquilini. Proprio da Plaza Catalunya, a Barcellona, sentiamo Flavio Guidi, nostro corrispondente. A lui abbiamo chiesto chi sono le persone in piazza.

(in foto, tratta dal sito di controinformazione kaosenlared.net), da dove solo in mattinata i manifestanti erano stati sgomberati con la forza dalla polizia. I giovani, che si sono nuovamente autoconvocati a migliaia attraverso le reti sociali del web e che si riconoscono nella piattaforma ‘Democracia Real Ya’, sono stati duramente caricati dalla polizia che tentava di sgomberare la piazza.

24 gli arrestati, di cui cinque minori. Dieci di loro sono attualmente ancora nelle mani della polizia, mentre i rilasciati hanno annunciato di voler denunciare la polizia per falsità e violenze. Nonostante i numerosi giovani feriti, il movimento “15 – M” (da 15 maggio) ha annunciato di voler restare 24 ore al giorno nella celebre piazza madrilena fino alle elezioni amministrative e regionali di domenica prossima. A Puerta del Sol i giovani, riuniti in ‘assemblea’, hanno deciso infatti per un presidio permanente cantando fra l’altro “Non abbiamo casa, restiamo in piazza” e “Se non ci lasciano sognare, non li faremo dormire”.

Nella zona è ancora presente un forte dispositivo di polizia. Manifestazioni in appoggio alla protesta di Madrid sono state convocate in circa 40 città spagnole, tra cui Barcellona.

Aggiornamento di stamattina:

Ancora migliaia di indignados in piazza a Madrid. Nonostante il divieto imposto dalla giunta elettorale madrilena, i giovani spagnoli, che protestano contro la crisi, il sistema politico gestito da popolari e socialisti, la collusione fra politica e banche, la corruzione e il carovita, sono ancora a Puerta del sol, occupata da inizio settimana per iniziativa della ribattezzata piattaforma “Toma la plaza”, com’è stata chiamata nelle scorse ore la sigla “Democracia real ya”, che fino a ieri aveva firmato la protesta. In piazza ci sono circa 3-4mila persone. La zona è stata subito militarizzata, ma la polizia, per il momento, non è intervenuta.

Come detto, la giunta elettorale di Madrid ha vietato l’iniziativa, perché non richiesta con dieci giorni di anticipo e concomitante con le elezioni amministrative del prossimo fine settimana. Gli indignados hanno detto di voler restare a Puerta del sol almeno fino a domenica, giorno del voto. In altre città spagnole, dove sono in corso manifestazioni parallele a quella madrilena, ma più ridotte nei numeri, le giunte elettorali locali hanno preso decisioni discordanti, in alcuni casi autorizzando, in altri vietando le riunioni dei contestatori. La commissione elettorale centrale dovrebbe riunirsi oggi per prendere una decisione orientativa a livello nazionale.

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