Siria / “Venerdì della sfida”, ventuno morti


Dal quindici marzo oltre seicento le vittime civili dalla ferocia del regime. Sanzioni UE per quattordici burocrati della cerchia di Assad, ma non per il Presidente

08 maggio 2011 - 13:06

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Ancora sangue in Siria, ancora di venerdì. La giornata settimanale di preghiera per i fedeli islamici, da settimane ormai abituale momento di protesta anti-regime per la popolazione siriana, è stata battezzata oggi dai contestatori come “venerdì della sfida”. Poco è cambiato in realtà rispetto ai soliti “venerdì della collera”: migliaia di manifestanti in piazza in tutto il Paese e violenta repressione delle forze di sicurezza del governo. 15 i morti ad Homs, 6 ad Hama. Sono oltre 600 le vittime civili della repressione da quando è iniziata la protesta, lo scorso 15 marzo. Spari sulla folla anche ad Al Tal, pochi chilometri a nord di Damasco.
Rimane intanto assediata Daraa, la città da cui sono partite le contestazioni: il governo aveva annunciato ieri il ritiro delle forze speciali militari, ma la notizia sembra essersi rivelata falsa. Da segnalare, ancora nella capitale Damasco, anche l’arresto in piazza di Seif Riad, 65enne ex deputato, divenuto in queste settimane uno dei volti più noti dell’opposizione contro il presidente Bashar Al Assad e il regime baatista che controlla la Siria da decenni.
Intanto i 27 Paesi membri dell’Unione europea hanno approvato un pacchetto di sanzioni contro 14 personalità di spicco della cerchia di Assad, escluso però il presidente siriano, almeno per il momento

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