Siria / L’esercito nel centro di Daraa


Truppe e mezzi corazzati sono da questa mattina nella cittadina sul confine giordano dove il mese scorso sono cominciate le proteste. Oggi i morti sarebbero 25

25 aprile 2011 - 21:21

Roma, 25 aprile 2011, Nena News – Carri armati dell’esercito siriano sono entrati questa mattina nella città di Daraa, epicentro iniziale della protesta che a poco a poco si è diffusa anche in altre località del paese. Il confine con la Giordania, poco lontano dalla città, sarebbe stato chiuso dalle autorità siriane in seguito all’impiego di forze militari al sud ma la notizia e’ stata poi smentita da fonti ufficiali di Damasco.

Bloccata ogni via di comunicazione, le uniche notizie disponibili dalla città provengono da attivisti locali e vengono diffuse attraverso i social network. Testimoni riferiscono ai blogger che l’esercito ha aperto di nuovo il fuoco contro la popolazione uccidendo 25 persone. Altri quindici dimostranti sarebbero stati uccisi, sempre oggi, a Banias, dove si erano registrate forti proteste nei giorni scorsi. Ma sono testimonianze delle quale non e’ possibile verificare la piena attendibilita’ e rese difficoltose anche dal taglio delle linee telefoniche e dell’elettricità.

Circolano con insistenza voci di dissenso all’interno delle forze dell’esercito siriano a Daraa dopo il massacro compiuto dalla IV Brigata che nei giorni scorsi, secondo alcune testimonianze, avrebbe continuato a sparare contro i cittadini anche durante il recupero dei cadaveri e dei feriti.

L’intervento dell’esercito è in corso anche a Duma (Damasco) e in tutto il paese continuerebbero arresti tra i cittadini apparentemente coinvolti nelle proteste, a dispetto delle recenti promesse di abolire lo stato d’emergenza fatte dallo stesso presidente Bashar Assad. Da parte sua il ministero degli interni siriano riferisce di 286 agenti della pubblica sicurezza rimasti feriti da quelli che definisce ”gruppi criminali armati”.

Il numero delle vittime totale dei morti, secondo fonti delle opposizioni, è salito a oltre 350, dei quali oltre 90 morti soltanto venerdì scorso nelle città del paese dove hanno avuto luogo manifestazioni e raduni. Sempre secondo queste fonti, sabato altre 15 persone hanno perso la vita. Ieri invece almeno 13 persone sono morte a Jabla, città a nord-ovest di Damasco.

E’ di questa mattina l’annuncio di una dichiarazione firmata da 102 scrittori e giornalisti siriani che condanna l’uso della violenza da parte del regime contro i manifestanti. Tra i firmatari ci sono i nomi di personalità rilevanti del panorama culturale nazionale tra cui Luay Hussein, Samar Yazbek, Hala Muhammad, Souad Jarrous, Yassin al-Haj Saleh e Muhammad Ali al-Attasi.

La dichiarazione avrebbe anche lo scopo di sostenere la scelta fatta da alcune autorità pubbliche di Daraa che si sono dimesse in segno di protesta contro le violenze subite dai civili.

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