Siria / Il regime tiene a Damasco, sedici morti nel paese [audio]


Diecimila profughi accolti in Turchia, violenti scontri tra sostenitori e oppositori di Assad anche nel nord del Libano

17 giugno 2011 - 22:41

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Nuova giornata di proteste e sangue in Siria, attraversata ormai da mesi dalla ribellione contro il regime che, il venerdì, in concomitanza con la preghiera islamica settimanale, si fa più intensa nelle strade di molte città. Secondo i Comitati di coordinamento, principale sigla organizzatrice delle contestazioni, sarebbero almeno 16 le vittime provocate oggi dalla repressione del governo di Damasco. La notizia è ancora da confermare, ma diversi testimoni parlano di morti e feriti nelle città di Homs e Dayr el Zor, ma anche ad Harasta, un sobborgo a nord della capitale.

La ribellione contro il regime siriano si espande anche oltreconfine. Nel pomeriggio infatti ci sono stati violenti scontri a Tripoli, nel nord del Libano, fra manifestanti musulmani alawiti, sostenitori del governo di Damasco, e cittadini di fede islamica sunnita, che appoggiano invece i contestatori del presidente siriano Bashar al Assad. Secondo fonti locali le violenze avrebbero provocato tre vittime, fra cui un soldato libanese. E sempre dal paese dei cedri, secondo fonti localiriprese oggi dal quotidiano francese Liberation, il regime siriano avrebbe tentato di uccidere la settimana scorsa l’ex primo ministro libanese Saadi Hariri. Obiettivo del regime: destabilizzare l’intera regione fomentando la ripresa dei conflitti interreligiosi, strumentali al potere baathista di Bashar al Assad.

Intanto, mentre infuria la repressione, prosegue nel nord del paese l’esodo dei profughi siriani verso la Turchia. Sarebbero ora, secondo stime turche, circa 10.000.

> Le corrispondenze:

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