Siria / Dilaga la guerra civile, combattimenti a Damasco


Violentissimi scontri alla periferia della capitale, l’Esl: “E’ la battaglia per la liberazione”. Domani pomeriggio voto in Consiglio di sicurezza Onu su una bozza dei paesi occidentali che non esclude l’intervento armato

17 luglio 2012 - 18:50

(dal sito di Radio Onda d’Urto)

Dilaga la guerra civile in Siria. Oggi il vice capo del Dipartimento di polizia di Damasco, il generale Issa Duba, è stato ucciso in scontri nel quartiere meridionale di al Midan. Lo riferiscono le stesse fonti ufficiali siriane. Da tre giorni alcuni quartieri di Damasco vicini al centro sono teatro dei più violenti scontri avvenuti in città dall’inizio della crisi, 16 mesi fa. L’episodio più clamoroso è avvenuto oggi, quando insorti armati hanno aperto il fuoco contro posti di blocco sulla Via Baghdad e sulla Piazza Bare Bahrat, dove normalmente sono organizzate le manifestazioni in favore di Assad.

Gli oppositori dell’Esercito libero siriano (Esl) hanno detto all’ agenzia francese France Press di aver lanciato “la battaglia per la liberazione” di Damasco e che non si fermeranno fino alla conquista della città.

Sul fronte diplomatico l’inviato dell’Onu per la Siria Kofi Annan, incontrando a Mosca il presidente Putin, ha detto che “La crisi siriana si trova ad un bivio, questo è un momento chiave e di svolta”. Dal canto suo il leader del Cremlino ha ribadito il sostegno di Mosca ad Annan. Continua invece il braccio di ferro al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,in vista del voto domani pomeriggio di una risoluzione sulla Siria. Sul tavolo c’é la bozza elaborata dai Paesi occidentali, che prevede la proroga della missione di monitoraggio Onu (Unsmis) per altri quarantacinque giorni e la minaccia di sanzioni in caso di inottemperanza del documento.

Nello specifico la bozza promossa da Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e Germania prevede la possibilità di agire se le autorità siriane non porranno fine all’utilizzo di armi pesanti nelle città e provvederanno al ritiro delle truppe entro dieci giorni dall’adozione del testo. Rimane comunque la concreta possibilità di un veto da parte di Russia e Cina. Nella risoluzione sarebbe prevista anche l’eventualità di autorizzare anche un intervento militare sul territorio

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La settimana scorsa l’opposizione ha denunciato stragi attuate dalle forze di sicurezza, con centinaia di morti. Leggi su Nena News



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