Siria / Ancora sangue, Assad si smentisce da solo


Il presidente negli scorsi giorni aveva promesso alla Lega Araba amnistia e ritiro dell’esercito, ma anche l’ultimo venerdì ha visto le forze di sicurezza sparare sui manifestanti, circa 20 le vittime

06 novembre 2011 - 16:35

Amnistia per chiunque consegni le proprie armi entro una settimana, purché non abbia ucciso nessuno; ritiro dei carri armati e dei blindati; ritiro dell’esercito dalle città.

Sono le vuote promesse del presidente siriano Bashar al Assad, pronunciate in settimana al summit della Lega Araba. Ma il trentaseiesimo venerdì consecutivo di proteste e feroce repressione (una ventina le vittime) ha mostrato come, anche in questo caso, Assad non intenda dar seguito agli impegni. Le forze di sicurezza, e i loro mezzi, presidiano ancora città e quartieri ribelli.

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