Sfratto via Calindri, famiglia abbandona la casa [report+comunicato]


La famiglia sarà ospitata nella Casa Popolare Dodi Maracino in via Legano, occupata un mese fa da Asia. La polizia intanto minaccia denunce.

24 maggio 2010 - 14:43

Dopo aver tentato per tutta la mattina di evitare lo sgombero  alla fine la famiglia sotto sfratto in via Calindri ha abbandonato l’abitazione. Alle 13 circa, gli inquilini hanno deciso di uscire e   l’ufficiale giudiziario e alcuni agenti sono entrati nell’abitazione. Nei prossimi giorni la famiglia verrà ospitata nella scuole occupate in via Legnano, dove vivono già 40 famiglie senza casa. “Avevamo chiesto che venisse qui qualcuno dell’amministrazione comunale- riferisce Orlandini di Asia- ma e’ venuto solo un responsabile dei servizi sociali del Quartiere”, il quale, aggiunge l’attivista, “non ha potuto offrire assolutamente niente”. “L’abbiamo tirata per le lunghe – prosegue – e hanno dovuto impegnarsi per un’intera mattinata”,  ma “non ha senso andare ad una guerra frontale” anche per evitare ulteriori “problemi legali”. La soluzione “e’ quella delle occupazioni”. Le forze dell’ordine intanto hanno dichiarato che partiranno delle denunce contro gli attivisti che hanno tentato di opporsi allo sgombero.

> Leggi il comunicato di Asia:

Si è concluso il presidio di ASIA-USB in via Calindri, quartiere san donato. Dalle 7.00 di questa mattina un gruppo di inquilini resistenti ha cercato di bloccare l’ennesimo sfratto. Per eseguire lo sgombero, contro un nucleo famigliare di 4 persone, sono stati utilizzati decine di agenti tra polizia, carabinieri, mobilie, digos e vigili urbani. Per tutta la mattina l’intera via è stata bloccata.

Dopo tutta la propaganda del cosidetto “blocco degli sfratti” firmato da CGIL-CISL-UIL e dalle associazioni di categoria, siamo al punto di partenza: gli sfratti continuano cosi come la rendita e la speculazione.

Le famiglie, i settori popolari che subiscono la precarietà sociale sono immeditamente investiti dall’emergenza abitativa, e questo dato è destinato ad aumentare nell’attuala fase di crisi economica.

Abbiamo un sistema sociale di welfare al collasso, per stessa ammissione degli addetti che ci lavorano, in queste settimane la CASA POPOLARE DODI MARACINO si è riempita di persone che erano costrette a vivere in macchina, per la loro condizione di disoccupati, cassa-integrati, in mobilità o precari, visto che gli assistenti sociali non gli davano nessuna soluzione praticabile. Abbiamo richiesto che si avvi una trattativa per rendere regolare la CASA POPOLARE DODI MARACINO, cosi come riteniamo necessario avviare un confronto a livello regionale affinche si metta in cantiere un effettivo piano casa per contrastare l’emergenza abitativa e che questa non venga più vissuta come un problema di ordine pubblico.

E’ ormai da diverso tempo che denunciamo che gli assistenti sociali non possono sostenere il problema dell’emergenza abitativa sul nostro territorio, cosa che non rigurda più unicamente il problema abitativo, ma investe le diverse emergenze legate alla precarietà sociale. E’ per questo motivo che i pichetti anti-sfratto andranno avanti cosi come le requisizioni di case sfitte private. Oggi una nuova famiglia vivrà alla Casa Popolare Dodi Maracino, la loro resistenza di questa mattina non è stata inutile.

PER

blocco degli sfratti

requisizione delle case private sfitte

tutela degli insolventi al mutuo prima casa

case popolari

CONTRO

rendita e speculatori

Associazione Inquilini e Assegnatari (ASIA-USB) Bologna

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