Servizi sociali, l’operatore in cig: «Taglia il commissario, ma con la connivenza del Pd» [audio+foto]


Dalla serata di “Porte Aperte” realizzata a Vag61, gli interventi dello spazio libero autogestito di via Paolo Fabbri e di un operatore del Drop In, chiuso dal Comune.

09 novembre 2010 - 16:03

Pochi giorni fa Vag61 ha ospitato una delle iniziative di “Porte Aperte”, la rassegna che “ri-mette al centro i margini” favorendo l’apertura di dormitori ed altre strutture di accoglienza. Un’iniziativa a cui lo spazio libero autogestito di via Paolo Fabbri ha collaborato denunciando pubblicamente lo smantellamento dei servizi sociali che si sta attuando in città, come spiega Valerio nell’intervento il cui audio è pubblicato in fondo a questo articolo. Dal palco di Vag61 è intervenuto anche uno degli operatori che, dopo la chiusura del Drop In di via Paolo Fabbri, è finito in cassa integrazione. Da parte del Pd, ha spiegato l’operatore alla luce di un incontro avuto con i responsabili ‘welfare’ del partito, solo retorica: “Una città civile non può fare questo”, dicono i democratici. “Mi sono chiesto come può il partito che ha governato fino ad oggi affermare una cosa di questo tipo e non aver mai detto nulla in questi mesi su una cosa che era molto prevedibile”, commenta l’operatore. “Credo che in questo momento in realtà si stia facendo politica a Bologna, la stanno facendo quelli che ora governano la città ma credo che purtroppo lo stiano facendo con la grossa connivenza di quelli che hanno governato prima”.

> Ascolta gli audio:

> Le foto dell’iniziativa al Beltrame:

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