Scuola, pronto il concorso-truffa


Slitta a domani l’uscita del bando, ma giovedì il ministro l’ha già presentato alla Camera: mega-quiz a crocette per la preselezione. Intanto sabato scorso a Roma in migliaia in corteo: “Ritiro dei tagli, no al concorso”.

24 settembre 2012 - 16:13

“Dobbiamo dare prospettive ai giovani con procedure certe”: il ministro Profumo sintetizza così la ratio del suo mega-concorso. Sarà, ma intanto di certo sembra esserci solo il protrarsi dell’esclusione per migliaia di precari e precarie, l’erosione dei loro diritti, e lo spettro di una corsa alla sopravvivenza per pochi posti. Nello specifico saranno 11542 i posti di di insegnante assegnati quest’anno, dei quali più della metà con presa di servizio diretta nel 2013-14, e circa quattromila nel 2014-15. Poi un nuovo concorso per cinquemila posti l’anno prossimo; e a seguire prove di ammissione con cadenza biennale. Le procedure inizieranno a dicembre con una grande prova di preselezione, un “quizzone” di 50 domande a crocetta da risolvere in 50 minuti. Gli argomenti: “7 di carattere informatico, 7 di carattere linguistico, 36 per la parte logico-deduttiva”. Dopodiché, per gli ammessi, si svolgeranno a partire da gennaio le altre tre prove, due scritte di competenza, e una di attitudine consistente nella simulazione di una lezione di 30 minuti su un argomento designato dalla commissione il giorno prima. Nel presentare il concorso alla Camera, con una buona dose di retorica Profumo ha insistito sulla necessità – a suo dire – di accantonare definitivamente le graduatorie già esistenti: “Nonostante ci sia una norma che prevede il doppio canale (assunzioni da graduatorie e da concorso, ndr) dagli anni Novanta non e’ piu’ rispettata. Voglio avviare un processo di normalizzazione”. Già, una normalizzazione che rischia di diventare una porta in faccia a migliaia di insegnanti da anni in graduatoria, a chi ha conseguito l’abilitazione Ssis “con valore concorsuale” e attende l’integrazione, a chi il concorso l’ha già sostenuto nel 90, nel 94 o nel 99. E che ora si vede sottoposto/a all’umiliazione ulteriore di dover dimostrare, dopo anni di insegnamento, le proprie conoscenze in un ottuso test a crocetta.

Intanto sabato scorso i precari della scuola hanno manifestato a Roma. Un corteo molto partecipato, che fa seguito ai presìdi di inizio settembre a Roma e Bologna e alla contestazione del ministro a Modena alla festa del Pd. Un corteo che è sfilato per opporsi alla logica del concorso e ai tagli generalizzati alla scuola pubblica, di cui il concorso è corollario. Promotore il Coordinamento precari scuola, insieme a Usb e Cobas. La Cgil scuola dal canto suo sulla questione non si è mossa. Slogan e striscioni di rabbia e indignazione, come un cartello esposto dai precari di Firenze “Concorso? Già fatto!”, o come quella di un’insegnate romana di 36 anni, che racconta: “Sono in graduatoria da quando ho 19 anni. Ho fatto il concorso del 1994 e insegno matematica. Ho gia’ dato. Questo e’ un concorso truffa per inserire qualcuno. Ma ci provero’ comunque, altrimenti mi rubano il posto. Ho fatto prima cinque anni di supplenze cambiando ogni giorno scuola, ora da 7 anni ho l’incarco annuale. Il concorso non serviva ci dovevano assumere”.

 

 

 

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